Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Comune contro la costruzione di un impianto fotovoltaico di circa 10 MW su area agricola.
di Marcello Bartoli
6 gennaio 2026
SAN GIULIANO TERME (Pi) – Secondo i dati del rapporto Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici redatto dal Sistema Nazionale Protezione Ambiente (SNPA) e presentati a fine ottobre a Roma c’è un’emergenza in più da fronteggiare: il proliferare spesso incontrollato degli impianti fotovoltaici a terra in aree agricole con conseguente consumo di suolo che seppur reversibile può perdurare per molti anni.
Nel 2024 il consumo di suolo nel nostro Paese dovuto ai nuovi pannelli fotovoltaici risulta quadruplicato: si passa dai 420 ettari del 2023 agli oltre 1.700 ettari del 2024 di suolo ricoperto, un aumento notevole se si considerano i 75 ettari e i 263 rilevati rispettivamente nel 2021 e nel 2022. E l’80% delle superfici coperte da fotovoltaico precedentemente erano utilizzate ai fini agricoli.
Il suolo netto consumato nel 2024 è uguale a 7.800 ettari ma più di tre quarti del consumo – pari a 6.021 ettari – è in area rurale. In questo 77% di suolo consumato in aree agricole il 40,22% è rappresentato da seminativi, il 31,41% da prati pascoli, il 19% da colture arboree permanenti e il 5,7% è territorio agroforestale.
Proprio sul tema il sindaco di San Giuliano Terme Matteo Cecchelli ha diffuso il 31 dicembre una nota in cui spiega che il Consiglio di Stato, con sentenza pubblicata il giorno precedente, ha respinto il ricorso in appello presentato dal Comune contro la società Trina Solar Iulia per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra di circa 10 MW su un’area agricola lungo la via del Brennero.
Il primo cittadino spiega che la decisione conferma l’orientamento già espresso dal Tar Toscana e “si fonda sull’attuale normativa nazionale (d.lgs. 199/2021), che considera tali aree ‘idonee’ all’installazione di impianti fotovoltaici in virtù della prossimità a zone produttive, limitando di fatto i poteri di pianificazione e governo del territorio da parte dei Comuni”.
Cecchelli lamenta il fatto che “i Comuni dispongono di strumenti sempre più ridotti per tutelare il proprio territorio e il suolo agricolo. Siamo favorevoli alle energie rinnovabili ma riteniamo che debbano essere collocate prioritariamente su tetti, aree industriali dismesse o superfici già compromesse, non su terreni agricoli”.


















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