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Fridays For Future scrive al sindaco di Prato: “Riaprite i fontanelli, li sorvegliamo noi”

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“La loro chiusura incoraggia l’uso smodato di bottiglie di plastica e spinge le persone a fare più volte il tragitto casa-supermercato per rifornirsi”.

 

di Iacopo Ricci

PRATO – Riaprite i fontanelli. Lo chiede il coordinamento pratese di Fridays For Future con una lettera indirizzata al sindaco Matteo Biffoni e al Consiglio comunale.
Pur riconoscendo il grande lavoro compiuto in queste settimane da amministrazione, Protezione Civile e personale sanitario, Fridays For Future manifesta perplessità circa la chiusura dei fontanelli, “a nostro avviso eccessiva – scrivono – nonostante il periodo che stiamo vivendo”.

Le ragioni sono più d’una. La prima è prettamente ambientale e riguarda l’uso smodato di bottiglie di plastica. In secondo luogo per la modalità: potendo andare al supermercato una sola persona per nucleo familiare non è possibile fare un rifornimento sostanzioso, visto che le bottiglie pesano parecchio. Ma l’acqua è un bene di prima necessità. Questo costringe le persone a fare più volte il tragitto casa-supermercato, in evidente contrasto con l’invito a limitare al massimo gli spostamenti.
Fridays For Future fa notare poi che l’afflusso ai fontanelli è scarso anche in periodi normali e che non sarebbe difficile regolamentarlo in modo da garantire la sicurezza degli utenti.

“Date queste premesse – scrivono nella lettera al sindaco – Fridays For Future Prato richiede formalmente la riapertura dei fontanelli in orari prestabiliti. Le volontarie e i volontari del movimento hanno deciso all’unanimità durante la videoconferenza di lunedì 30 marzo di mettersi a disposizione della cittadinanza e del Comune di Prato per far rispettare la distanza di sicurezza nei pressi dei fontanelli e mantenere pulite le superfici di contatto tramite salviette e igienizzante, evitando al contempo l’uso di presidi usa e getta che, dopo aver visto scene a dir poco scoraggianti di guanti e mascherine protettive gettate in terra, non solo contribuiscono all’inquinamento e al poco decoro della città, ma vanificano così ogni funzione protettiva dei suddetti oggetti”.

Per completare l’organico dei volontari si potrebbero coinvolgere nella sorveglianza dei fontanelli anche i ragazzi e le ragazze del servizio civile. L’importante, chiedono, è essere riforniti di guanti e mascherine finché ce ne sarà bisogno.
“La nostra proposta è approvata e sostenuta dalle associazioni locali Riciclidea e Associazione Resistenza – conclude la lettera – e non vuole essere una polemica né un atto di irresponsabilità, ma un importante contributo che possiamo dare alla società e all’ambiente, nella piena consapevolezza della complessità del momento”.

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