Rifiuti e riciclo

Gestione rifiuti, nel Pisano oltre la metà degli impianti non è in regola

Immagine d'archivio
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Il dipartimento Arpat di Pisa ha reso noti i risultati dei controlli fatti nel 2019. Irregolarità più o meno gravi in 20 delle 34 aziende ispezionate. 

 

di Iacopo Ricci

PISA – Irregolarità più o meno gravi trovate dagli ispettori in 20 impianti su 34, parecchie delle quali meritevoli di sanzione penale. Un’ennesima conferma di come nel campo della gestione dei rifiuti continuino a esserci troppe zone d’ombra, quando non veri e propri comportamenti criminali.

Il dipartimento ARPAT di Pisa ha reso noti i risultati dei controlli effettuati nel 2019 in alcuni impianti di gestione rifiuti della provincia di Pisa. Si tratta per l’esattezza di 42 sopralluoghi in 34 impianti (nel territorio pisano le aziende di questo tipo sono 240). Il quadro che ne emerge è abbastanza desolante.
In 20 delle 34 aziende controllate sono emerse irregolarità di vario genere. Si va da omissioni nella tenuta dei registri a veri e propri reati per i quali sono previste sanzioni penali ((Comunicazioni di Notizia di Reato).

Tra le irregolarità più lievi che si sono risolte con una sanzione amministrativa le più frequenti, spiega ARPAT, sono l’incompleta compilazione dei formulari e la loro mancata registrazione sul registro di carico-scarico dei rifiuti nei tempi dovuti.

Per quanto riguarda invece le sanzioni penali in materia di gestione dei rifiuti si va dal deposito incontrollato di rifiuti all’inosservanza delle prescrizioni contenute nell’atto autorizzativo; dal recupero di rifiuti senza specifica autorizzazione alla combustione incontrollata. Numerosi anche i casi di inosservanza delle prescrizioni richieste per l’iscrizione al “Registro delle imprese che effettuano attività di recupero rifiuti”.

Nel caso degli impianti controllati nel territorio pisano – informa una nota dell’agenzia – sono state applicate 16 sanzioni amministrative ed effettuate 17 Comunicazioni di Notizia di Reato. All’interno di queste ultime sono state disposte 6 prescrizioni”.
I risultati di tutti i controlli sono stati segnalati alla Regione Toscana e, nei casi più gravi, all’autorità giudiziaria.

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