Sono triplicati i fenomeni atmosferici eccezionali in Toscana nel 2025. Dall’inizio dell’anno sono stati 89. L’ultimo domenica 13 luglio.
Redazione
16 luglio 2025
L’ultima ondata di maltempo di domenica scorsa ha portato sulla Toscana una devastante miscela di pioggia, grandine e fulmini che ha distrutto intere porzioni di vigne tra le colline del Chianti e della Vernaccia e “asfaltato” centinaia di ettari di grano, farro e foraggi pronti per essere tagliati nella zona tra Volterra e Colle Val d’Elsa. Il referto, dopo il passaggio della tempesta che ha scaricato in poche ore la quantità di pioggia di settimane se non di mesi, è in continuo aggiornamento.
Sono triplicati gli eventi estremi in Toscana nel 2025. Dall’inizio dell’anno a oggi i fenomeni atmosferici eccezionali sono stati 89. Il mese horribilis è stato marzo con ben 41 nubifragi in un mese, più di uno al giorno, che hanno causato alluvioni e danni complessivi per 100 milioni di euro a famiglie ed imprese nelle province di Firenze, Pisa, Prato e Livorno. Sono dati forniti dal servizio European Severe Weather Database che fotografano chiaramente un aumento degli eventi estremi nei primi 7 mesi dell’anno.
I danni sono sia per le strutture, con capannoni scoperchiati, che per le coltivazioni, come spiega Coldiretti: “Tra le colline assolate di Specchiolla e Mazzolla, un’area specializzata nella coltura di cereali e foraggi, la ferita più profonda. Qui almeno 300 ettari di terreni di grano, farro, trifoglio, sulla ed erba medica non potranno finire nei magazzini. Il peso della pioggia, le raffiche di vento e la grandine hanno piegato e stroncato gli steli e slavato le spighe. L’acqua caduta senza sosta per quasi quattro ore ha creato ruscelli e solchi lungo i pendii trascinando a valle slavine di terra che hanno ricoperto le colture ora a rischio asfissia”.
Le previsioni nel medio-lungo periodo tracciate dall’Esa, l’Agenzia europea per l’ambiente, non sono incoraggianti con l’Italia che oggi, considerando il periodo 1980-2023, ha già registrato 135 miliardi di euro di perdite economiche, in buona parte proprio a spese dell’agricoltura. Circa 4 miliardi nel solo 2024, pari allo 0,2% del Pil che potrebbero arrivare, senza le adeguate contromisure, a 100 miliardi nel 2050.
Sul tema è intervenuta Letizia Cesani, presidente regionale di Coldiretti: “E’ necessario semplificare e rendere più veloci gli indennizzi per le imprese assegnatarie. Un altro tema centrale è quello della gestione del rischio. Fare agricoltura oggi significa proteggere anche gli investimenti: le assicurazioni agevolate contro eventi come la grandine, il gelo, la siccità e le alluvioni sono strumenti di tutela diretti ed efficaci. Oggi, in Toscana, solo un’impresa su cinque si assicura per difendersi dalle calamità. Ancora troppo poche”.


















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