Dieci controlli su venti superano i limiti di legge: foci fluviali ancora critiche, cartelli spesso assenti e depurazione da adeguare ai flussi turistici.
Redazione
29 luglio 2026
La qualità delle acque lungo le coste toscane continua a mostrare criticità, soprattutto in corrispondenza delle foci dei corsi d’acqua. Secondo il bilancio 2026 di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente giunta alla quarantesima edizione, 10 dei 20 punti analizzati tra il 6 e l’8 luglio sono risultati oltre i limiti di legge.
Nel dettaglio, il 20% dei campioni è stato classificato “inquinato” e il 30% “fortemente inquinato” a causa di concentrazioni elevate di Escherichia coli ed enterococchi intestinali. Otto dei dieci punti critici si trovano presso foci di fiumi, torrenti o fossi, confermando le difficoltà del sistema di depurazione delle acque reflue.
Le situazioni più gravi sono state rilevate alla foce del torrente Lavello e del fiume Brugiano, nel territorio di Massa, al fosso Fiumetto a Marina di Pietrasanta, allo scarico di Salivoli a Piombino, alla foce del fiume Gora a Follonica e al fosso della Tagliata Etrusca ad Ansedonia. Fortemente inquinati anche altri punti costieri mentre risultano entro i limiti, tra gli altri, le foci dell’Arno a Marina di Pisa, del canale Scolmatore a Calambrone, del Cecina e del Versilia.
In provincia di Grosseto tre dei sei punti esaminati hanno superato i limiti. Nel Livornese, comprendendo anche l’Isola d’Elba, due su sei. Tutti oltre soglia i due campioni della provincia di Lucca, mentre nel territorio di Massa-Carrara soltanto uno dei quattro punti è risultato regolare. Positivi entrambi i controlli effettuati nella provincia di Pisa.
Legambiente segnala inoltre una grave carenza informativa: nell’85% dei punti non erano presenti cartelli sulla qualità delle acque di balneazione. Nel 60% delle foci monitorate mancavano anche gli avvisi di divieto, nonostante queste aree siano spesso frequentate dai bagnanti.
Il monitoraggio, precisano gli organizzatori, non sostituisce i controlli ufficiali ma individua aree sospette, sollecita verifiche e richiama le amministrazioni costiere alla responsabilità di garantire informazioni chiare e accessibili a residenti e turisti.
L’associazione riconosce alcuni miglioramenti rispetto al 2025, soprattutto alla foce del Versilia e in alcuni punti dell’Elba, ma chiede interventi urgenti sulle reti fognarie e sugli impianti di depurazione per adeguarli alla maggiore pressione turistica estiva e agli effetti della crisi climatica.




















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