Rifiuti e riciclo

Guerra ai rifiuti marini: arriva in Maremma il progetto europeo Common

rifiuti marini
L’obiettivo: fare rete per individuare e diffondere nel bacino del Mediterraneo nuove tecniche di contrasto. I lidi del Grossetano tra le aree pilota, coordina Legambiente.

 

di Iacopo Ricci

GROSSETO – L’obiettivo è ambizioso: creare un sistema integrato per gestire i rifiuti marini delle zone costiere dell’intero bacino del Mediterraneo. Partendo da alcune aree pilota per poi riuscire a fronteggiare il problema a livello globale.
COMMON (Coastal Management and Monitoring Network for tackling marine litter in Mediterranean sea) è un progetto europeo e la Maremma toscana è una delle cinque aree pilota – insieme a Salento, Isole Kuriat e Monastir in Tunisia e riserva naturale di Tyre in Libano.

Per quello che riguarda i lidi maremmani il progetto è stato presentato alcuni giorni fa a Grosseto con amministratori del capoluogo e di Castiglione della Pescaia. E’ questo il tratto di costa dove Common troverà base per i prossimi tre anni, il tempo previsto per lavorare a una linea di gestione e proporla agli altri Paesi del bacino come modello replicabile in tutto il Mediterraneo.

“Quella dei rifiuti in mare – ha dichiarato Angelo Gentili del Circolo Festambiente di Legambiente, coordinatore del progetto in Maremma – è una delle sfide più grandi e complesse dei nostri tempi. Per affrontarla è necessario acquisire nuove competenze sul fenomeno e sostenere processi decisionali di prevenzione e gestione sulla terraferma”.

La prevenzione, appunto. Al centro del problema ci sono i rifiuti urbani: bisognerà trovare modi molto più efficaci di adesso per gestirli e, soprattutto, ridurli. La sfida sta tutta lì.
Dal punto di vista operativo, Common prevede un percorso partecipativo territoriale che sarà aperto al contributo di tutti: pescatori, operatori turistici, centri di recupero tartarughe marine fino agli scienziati, ai cittadini e alle scuole. Primo appuntamento a febbraio 2020 con il meeting preliminare che individuerà le priorità e gli indirizzi.

Ed è proprio questo il cardine del progetto: unire le forze per trovare strategie comuni.
“Nonostante il nostro contributo alla gestione dei rifiuti marini attraverso azioni concrete come l’ordinanza del plastic free e il progetto “Arcipelago pulito 2.0 – aggiunge la vicesindaca di Castiglione della Pescaia Elena Nappi – siamo consapevoli dell’importanza di essere inseriti in un sistema integrato. Il progetto Common va in questa direzione creando una strategia per l’eliminazione del marine litter coinvolgendo le comunità e i loro principali stakeholder e creando un modello replicabile in tutto il bacino del Mediterraneo. Questo è l’unico modo tangibile per affrontare un problema non solo ambientale, che sta causando danni alla biodiversità e all’ecosistema, ma che ha ripercussioni anche sulle attività produttive, del turismo e della pesca”.

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