Segnalazioni

I comitati: “Il fotovoltaico a terra rischia di invadere la Val di Cornia”

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Il Comitato Terre di Val di Cornia: “La fascia lungo il litorale e la riserva del Wwf rischiano di diventare un continuo di campi industrializzati”.

 

27 novembre 2025

PIOMBINO, CAMPIGLIA MARITTIMA, SUVERETO (Li)Continua lo scontro tra comitati territoriali e le aziende che vorrebbero costruire degli impianti fotovoltaici a terra. Molti comitati sostengono che gli impianti fotovoltaici non sono da costruire sui campi, utili invece all’agricoltura, ma sui tetti di edifici agricoli o industriali già esistenti. Questa volta è il Comitato Terre di Val di Cornia a segnalare la potenziale costruzione di circa 130 ettari di fotovoltaico a terra nell’area tra Piombino, Campiglia Marittima e Suvereto. 

Il gruppo Iren, decisamente radicato in Toscana e in particolare nella nostra zona (Iren possiede il 40% di Asa Livorno e il 30% della Sei Toscana), intende posizionare altri 30 ettari di pannelli fotovoltaici da aggiungere al progetto denominato Campiglia, 100 ettari di fotovoltaico ancora in fase d’istruttoria. I due progetti sono parte di un unico impianto, come dimostra il tracciato dei due cavidotti che si congiungono all’altezza di Venturina, proseguendo poi fino alla Terna di Suvereto, sventrando così tutta la pianura.

La strategia di Iren di rivolgersi alla Regione e al Ministero con due progetti distinti dovrebbe allarmare gli amministratori. I 30 ettari del progetto Franciana si troverebbero tra il mega impianto di Bocca di Cornia (66 ettari) e i 54 ettari del progetto in corso d’istruttoria del gruppo Orta Energy in zona Alturetta.

La fascia lungo la geodetica che costeggia il litorale e la riserva del Wwf rischiano di diventare un continuo di campi industrializzati che fronteggiano il Sito di interesse nazionale (SIN). Quando si è fatto un disastro basta attraversare la strada per farne un altro. A livello ambientale possiamo soltanto ribadire che l’impianto si trova in un’area già definita come “critica per processi di artificializzazione” dalla Regione Toscana e sulla quale gravano una quantità impressionante di impianti da Fonti di Energia Rinnovabile (FER) e di progetti già approvati o in corso d’istruttoria.

Nonostante questo è stato valutato che l’area poteva continuare a essere massacrata ulteriormente da infrastrutture con il progetto di 66 ettari in Bocca di Cornia, sostenuto a gran voce da Legambiente, la cui costruzione è quasi giunta al termine. Il mito del fotovoltaico che valorizza terreni abbandonati o incolti si rivela in tutta la sua falsità dato che l’intera area del progetto è considerata suolo di classe 1, i terreni più fertili in assoluto, che dovrebbero dunque essere oggetto di particolare tutela se a governare fossero amministratori con competenze agronomiche e strategiche.

Il Comitato continua a lottare contro questi ecomostri green e chiama cittadini, aziende, enti, associazioni a formulare le proprie osservazioni attraverso il form presente sul nostro sito. Siamo presenti giovedì 27 novembre dalle 18.30 al Neibar di Venturina per raccogliere le osservazioni di chi non è riuscito a inoltrarle online.

Comitato Terre di Val di Cornia

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