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I ‘Comitati per la difesa del territorio’ si candidano al governo della Toscana

Una manifestazione della ReTe dei comitati per la difesa del territorio
Una manifestazione della ReTe dei comitati per la difesa del territorio
La ReTe presenterà una lista alle prossime regionali e si rivolge a FridaysforFuture e agli altri gruppi: “In Toscana politiche ambientali devastanti, ora facciamo fronte comune”.

 

di Iacopo Ricci

La ‘ReTe dei comitati per la difesa del territorio‘ presenterà una propria lista alle prossime elezioni regionali toscane del 2020; con Eros Tetti, presidente della ReTe, canditato alla presidenza della Regione.
È lo stesso Eros Tetti, attivista ambientale di lungo corso e fondatore di Salviamo le Apuane, a comunicarlo in una lettera aperta – rivolta ai ragazzi di FridaysforFuture e agli altri gruppi impegnati nella lotta ai cambiamenti climatici. La proposta è di fare fronte comune e lavorare insieme per conquistare il governo della Toscana, visti i “disastri frutto della scelte miopi di questa classe politica, tutta, destra, sinistra e anche M5S”.

“Non credete alle parole di Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana – scrive Tetti – vi illustra un futuro che è smentito dalle stesse politiche che lui e la sua amministrazione hanno portato avanti in questi anni”.
Il riferimento è all’obiettivo del bilancio emissivo zero, ovvero “Toscana carbon neutral al 2050”, annunciato da Rossi e ribadito ieri dall’assessore all’Ambiente Federica Fratoni ai giovani che manifestavano davanti al palazzo della Regione. Un documento elaborato dalla Regione Toscana che sarà al vaglio di un comitato scientifico che si riunirà il 15 ottobre del quale fanno parte l’ex ministro dell’ambiente Edo Ronchi, il neurobiologo Stefano Mancuso, il climatologo Roberto Buizza, l’economista Marco Frey e gli esperti di energia Romano Giglioli e Alessandro Sbrana.

“Enrico Rossi prospetta un futuro da qui al 2050 a emissioni zero ma nel frattempo in tutta la Toscana ha sdoganato politiche devastanti per l’ambiente” accusa Tetti. Tra gli esempi cita le Apuane con il nuovo Piano cave e “la distruzione nei prossimi anni di 47 milioni di tonnellate di montagna”; l’aumento delle centrali geotermiche; il nuovo aeroporto e il progetto Tav a Firenze; e poi nuove edificazioni, tagli indiscriminati di alberi sani, nuovi pirogassificatori come quello previsto in Valle del Serchio.

L’idea è quella di “ripartire dal basso, dalle nostre case, famiglie, dai nostri territori, costruendo un’economia alternativa, puntando a decrescere costruendo invece che a crescere distruggendo, parlando di risparmio energetico invece che di produrre nuova energia”.

Intanto la ReTe dei Comitati sta lavorando a una serie di referendum per abolire varie leggi, in primis quella sulle cave per continuare con i progetti sulla geotermia industriale e sul nuovo aeroporto di Firenze e ha indetto un’assemblea della ReTe dei comitati per la difesa dell’ambiente – dal titolo La Toscana non ha più tempo – che si svolgerà a Firenze il 19 ottobre.

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