Impatto (quasi) zero - di Laura Lop

I piccoli Buddha

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“Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo” (Maria Montessori).

 

di Laura Lop

Esperienza grandiosa per me lavorare con i bambini, ogni volta è un dono stare con loro.
Su invito di Legambiente abbiamo organizzato un laboratorio che affrontava doppio argomento: il rischio idrogeologico e i rifiuti sull’area del Montalbano.
Due classi di quarta elementare al penultimo giorno di scuola, treccine e magliette dei super-eroi che sbucano dai grembiulini sbottonati per il caldo, un cerchio di deliziosi marmocchi chiassosi all’ultima prova di attenzione.

Per la parte riguardante i rifiuti siamo partiti facendo vedere ai bambini la situazione di molti boschi e terreni della nostra zona, tramite foto e attraverso un filmato girato lungo un argine diventato una discarica a cielo aperto. Una quantità incredibile di rifiuti trascinati e abbandonati, dall’amianto, rifiuto speciale, a tutti quei prodotti che invece potrebbero essere portati all’isola ecologica oppure consegnati al gestore dei rifiuti davanti a casa propria. Una inciviltà che causa gravi danni ambientali ed economici a tutta la comunità e che può essere sconfitta solo con l’educazione.
Scorrono elettrodomestici, materassi, arredi, fino a che un bambino alza la mano e, in modo quasi scontato, chiede: “ma perché questi oggetti, anziché buttati, non vengono portati a un mercatino dell’usato? Qualcun altro potrebbe averne bisogno.”

I bambini. Innocenti, puri e immensamente saggi. Più sono piccoli e più sono illuminati perché liberi dai condizionamenti dei genitori e della società. Non c’è ombra di male né di convenzioni prestabilite in loro, solo ragionamenti semplici e intuitivi.
Per avere la loro concentrazione bisogna incuriosirli e allora, come una Mary Poppins del nuovo millennio, tiro fuori una scatola piena di prodotti ecologici. Il mondo è tanto inquinato, cari bambini, ma quello che possiamo fare è stare attentissimi a ciò che compriamo e ogni volta chiederci se veramente ci serve o possiamo farne a meno.

Vocine squillanti che si accavallano per raccontare di aver visto l’immagine della tartaruga con la cannuccia nel naso o la foca strozzata dal sacchetto di plastica. Ma anche adorabili spie del babbo che butta la cicca per terra o della mamma che compra i piatti di plastica perché ha sempre fretta.
Questa sensibilità e spirito critico provengono dalla natura del bambino che nasce empatico con ogni creatura e con l’ambiente che lo circonda.

Pensate se la scuola, nel mezzo a tutte le nozioni che propina, potesse integrare stabilmente la materia dell’ecologia, formando insegnanti e genitori e proponendo continui stimoli durante tutto il percorso formativo, sarebbe un investimento ampiamente ripagato dalla crescita di cittadini più consapevoli che la Terrà è la nostra unica casa e non andrebbe sporcata.
Diceva la Montessori: “Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo”.

 

Laura Lo Presti vive sulle colline del Montalbano, circondata dalla Natura e dai suoi gatti. Attivista ambientale per passione, collabora con il Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori (www.rifiutizerocapannori.it) e con Ekoe società cooperativa (www.ekoe.org) per la commercializzazione di stoviglie e imballi ecologici.

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