Decrescita e felicità - di Gloria Germani

Il dualismo mente – materia e la rivoluzione della Fisica quantistica

Il dualismo mente – materia e la rivoluzione della Fisica quantistica, di Gloria Germani
Da sinistra Fritjof Capra, Konrad Lorenz e Gregory Bateson

Una visione del mondo dove tutto è interconnesso e indivisibile e niente può essere separato dal tutto di cui fa parte.

 

di Gloria Germani

Eccoci al terzo appuntamento sul collasso climatico e la pandemia che sono il banco di prova della civiltà industriale moderna impostasi come superiore, come portatrice di Scienza.
Troppi autorevoli studi attestano ormai che la crisi climatica ha un’origine antropocentrica e si è prodotta negli ultimi 60-80 anni soprattutto per l’uso dei combustibili fossili e la pandemia ci ha dimostrato quanto sia fragile e inquinato il mondo che abbiamo costruito con la globalizzazione.

Alcuni pensano però che il collasso climatico sia solo l’effetto del neoliberismo e di alcune lobby di potere che agiscono unicamente per il proprio tornaconto (“i cattivi”), mentre è facile constatare che la ricerca del profitto costituisce il Dna di ogni impresa economica e la legge inderogabile della Scienza economica.

È facile dare la colpa ai “cattivi”. Vorremmo avanzare una proposta provocatoria ma che corrisponde forse a una diagnosi più accurata.
Ciò che ha reso possibile l’industrializzazione e la tecnologia moderna è stata infatti la scienza ottocentesca. Nell’Ottocento sono nate la chimica, l’ingegneria meccanica, le scienze agrarie, la scienza economica, le biotecnologie, per fare un esempio. La modernità e la scienza di Galileo, Newton, Cartesio, Bacone, Locke nascono perché l’uomo occidentale ha creduto di aver scoperto la vera essenza del reale nella materia, nell’aspetto esclusivamente materiale dei fenomeni. Solo su questa materia – esterna al soggetto che la studia – si possono compiere osservazioni e misure creando ipotesi esplicative e conducendo esperimenti destinati a verificare le ipotesi iniziali. Questo paradigma materialista domina la cultura mondiale. Si crede infatti che la realtà esista indipendentemente dalla mente e dalla coscienza.

Tuttavia una scienza più recente ha preso avvio dal 1927 con Heisemberg ed è stata sempre più confermata. Sostiene che la materia oggettiva esterna all’io che la studia non esiste. La fisica quantistica obbliga a una visione del mondo radicalmente diversa dalla fisica classica. Esiste un solo mondo è questo mondo è quantistico.

Questo diverso paradigma, detto sistemico-olistico, riconosce che tutto è interconnesso e indivisibile, niente può essere separato e astratto dal tutto di cui fa parte. Per esso la nostra specie è solo una componente di un sistema psicofisico molto più grande, la Natura. Proviene dal pensiero di Heisenberg, Bohr, Bohm, Plank, Lorenz, Prigogine, Sheldrake, Capra, Bateson, Mancuso, Penrose e altri. E’ una scienza dove la mente e la materia non sono separabili, dove la mente nasce in qualunque sistema complesso e nulla è divisibile. La Mente è ovunque, come nelle antiche culture animiste e in gran parte delle culture orientali.
Anche se Einstein non accettò mai queste conclusioni, i premi Nobel per la Fisica hanno sempre più confermato tali risultati. Tutto il metodo scientifico andrebbe dunque rivoluzionato.

In sintesi per il paradigma di Cartesio-Newton la realtà è la seguente: 1. esistono oggetti separabili indipendentemente dalle loro relazioni; 2. le interazioni sono di causa-effetto, visibili e misurabili; se non le conosciamo ancora, le conosceremo in futuro; 3. le interazione sono locali e misurabili, possono essere tante ma sempre misurabili.
Per la Fisica quantistica invece: 1. l’ultima realtà non è misurabile ed è collegata senza relazione di causa-effetto; 2. la realtà non è separabile; 3. la misura locale non definisce completamente la realtà.

Il problema è che questa rivoluzione non è mai stata veramente divulgata. Il paradigma settecentesco, padre della tecnologia, dell’industria e dell’economia la ignora, pur conoscendone l’esistenza. Invece si sono riscoperte antiche conoscenze dell’Oriente, anche se qualche scienziato si meraviglia ancora quando si accorge che un filosofo buddhista del secondo secolo d.C.- Nagarjuna – aveva descritto il vuoto quantistico (la Vacuità) senza conoscere la costante di Planck. Al contrario occorre riconoscere che tutto il Buddhismo era basato sul concetto di interdipendenza tra tutte le cose e quindi soprattutto sull’inconsistenza dell’ego. L’hinduismo aveva al suo centro che la vita di tutti i giorni e i suoi oggetti sono solo maya: illusione, e perfino il tempo e lo spazio non hanno alcuna realtà di per sé.

Le millenarie tradizioni dell’India e della Cina, come le sapienze indigene di tanti popoli, sapevano che non esiste dualismo o separazione tra mente e materia, tra uomo e ambiente.
Domandiamoci allora quali sono le conseguenze di queste inaudite scoperte sulle idee portanti della modernità: la tecnologia, il progresso, la crescita?
Solo uno spunto: nel gennaio 2021 anche un organo ufficiale come l’Agenzia per l’Ambiente dell’Unione Europea ha dichiarato: “Le società oggi devono ripensare cosa si intende per crescita e progresso”.

Verità della decrescita – Via dalla scienza totalitaria per salvare il mondo – Castelvecchi editore
Per acquistare il libro: https://www.macrolibrarsi.it/libri/__verita-della-decrescita.php

 

Gloria-GermaniGloria Germani – Ecofilosofa con un background in filosofia occidentale e orientale (ha studiato all’Università di Firenze, di Pisa e alla New York University), ha viaggiato molto in Asia e lavora da trent’anni nell’ambito dei media. È la maggior esperta del pensiero di Tiziano Terzani, che ha anche firmato la prefazione del suo libro Madre Teresa e Gandhi (2016). Le sue opere sono dedicate alla critica della visione moderna per chiarire un argomento tabù: la colonizzazione dell’immaginario che sta alla base del cosiddetto “sviluppo”. Ha curato, per la collana diretta da Latouche, I Precursori della decrescita, il volume Terzani. Verso la rivoluzione della coscienza (2014).





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