Ecosistema

Il lupo ha trovato casa a San Rossore. E c’è anche una coppia stabile

Lupo San Rossore
Foto di M. Del Frate - P. Bongi da www.parcosanrossore.org

Quattro esemplari si sono stabiliti nell’area protetta, costantemente monitorati da un team scientifico con l’aiuto di 37 fototrappole.

 

Redazione

PISA – Il lupo è tornato nei boschi di San Rossore, dove ormai è una presenza stabile. E proprio di ritorno si tratta. Perché i lupi su questi territori ci sono sempre stati e oggi sono tutelati come specie protetta, ma nei decenni passati hanno rischiato di estinguersi a causa della caccia estensiva praticata in tutta Italia.

Adesso il Parco regionale sta monitorando quattro esemplari che si sono stabiliti nell’area protetta compresa tra Pisa e Viareggio. “Gli animali – spiega una nota dell’Ente Parco – sono di casa nella tenuta dove hanno trovato il loro habitat e contribuiscono a mitigare l’eccessiva presenza dei daini di cui sono un antagonista naturale”.
I lupi sono quattro, tra cui una coppia stabile, e rappresentano una presenza permanente, costantemente monitorati da un team scientifico insieme alle Guardie del Parco, grazie anche a una serie di 37 fototrappole che ne registrano senza disturbarli spostamenti e abitudini.

«Non hanno mai attaccato gli animali domestici – spiega il professor Marco Apollonio, docente di Zoologia all’Università di Sassari e consulente del Parco – sono notturni, predano i daini che a San Rossore sono in sovrannumero e, se si adottano i comportamenti adeguati, non rappresentano un pericolo».
Analoghi monitoraggi vengono eseguiti anche nelle altre Tenute del Parco, dove si sono registrate comparse occasionali di altri esemplari.

Dei lupi non c’è da aver paura, conferma l’Ente Parco, ma è bene conoscere i comportamenti corretti: non lasciare cibo in giro, non dar da mangiare ai lupi e in generale agli animali selvatici, rimanere a distanza sempre e in particolare se gli animali stanno mangiando, tenere i cani al guinzaglio, rimanere sui sentieri segnalati e autorizzati.

«Il lupo alla fine degli anni ’70 subì un brusco declino, a causa soprattutto della persecuzione da parte dell’uomo – ricorda Samantha Benucci del WWF Alta Toscana – Nel 1973 tramite l’operazione San Francesco promossa dal Parco Nazionale d’Abruzzo in collaborazione con il WWF venne conferita alla specie una protezione totale con il divieto assoluto di cacciare il lupo. Si tratta di una specie “chiave”, fondamentale per tutto l’ecosistema, ed è indicatrice di un ambiente sano».

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