Impatto (quasi) zero - di Laura Lop

Il mio viaggio da Zero Waster

Zero Waster

Due giornate a Praga per il meeting degli attivisti di Zero Waste. Sentirsi parte di una squadra è motivo di orgoglio e un fantastico motore propulsore.

 

di Laura Lop

Lo scorso 26 e 27 novembre si è svolto a Praga l’incontro dedicato agli attivisti di Zero Waste, città e comunità in movimento verso approcci di economia circolare. Un’occasione per far incontrare i rappresentanti provenienti da vari paesi europei, condividere i progetti portati avanti, arricchire il proprio bagaglio di stimoli e nuove conoscenze, puntando sulla formazione.
La forza di sentirsi parte di una squadra che include al suo interno la biodiversità di tante figure professionali preparate e impegnate in ambiti diversi è motivo di orgoglio e un fantastico motore propulsore.

Dopo il dovuto giro di aggiornamento tra noi l’agenda prevedeva la discussione di vari punti focalizzati sulle recenti normative europee in merito alla gestione dei rifiuti e su come strutturare un programma per le realtà cittadine (amministrazioni, scuole, settori commerciali, associazioni) verso una visione di rifiuti zero: dalle direttive alle concrete azioni pratiche da presentare con il supporto della fattibilità economica. Questo è uno dei punti cardine del movimento Zero Waste, l’animo propositivo e basato su casi studio, esperienze ripetibili e competenze.

Attraverso la suddivisione in gruppi di lavoro siamo sgusciati dal nostro solito abito da attivisti per indossare, a turno, i panni di un ristoratore o di un amministratore pubblico e, ragionando con la loro logica, abbiamo stilato una lista di provvedimenti per ridurre il nostro impatto ambientale e considerato una programmazione a breve, medio e lungo termine. Una serie di azioni a beneficio dell’intera comunità, guidate da una visione che analizza il presente per guardare al futuro con occhi non troppo ottimisti, ma quanto meno positivi e in cerca di soluzioni sostenibili.

Praga, incantevole cittadina con ampie zone pedonali e funzionanti mezzi pubblici, ci ha dato la possibilità di visitare un centro di educazione ambientale e di vendita di prodotti sfusi e riciclati che si colloca, per avanguardia di idee e tecnologici sistemi organizzativi, in quel genere di attività che sanno coniugare l’economia con la giustizia sociale e il necessario evolversi dei nostri stili di vita.

Il nostro modo di abitare questo pianeta dovrebbe passare dalla smania estrattiva, distruttiva e inquinante alla consapevolezza di spostarsi verso processi lavorativi che prevedono la rigenerazione. Dall’agricoltura ai settori industriali, tenendo conto che la riduzione dei nostri consumi, la prevenzione dei fattori inquinanti, la riconversione di tutto quanto non è riciclabile rappresentano il nostro primo comandamento.

Per questo serve la competenza tecnica, ma anche la coerenza di chi raggiunge il meeting rinunciando a prendere l’aereo, la passione di tanto lavoro volontario per illuminare e diffondere le buone pratiche e la creatività di re-inventare nuovi prodotti e forme di comunicazione.
Felice di essere una Zero-Waster!

Laura Lo Presti vive sulle colline del Montalbano, circondata dalla Natura e dai suoi gatti. Attivista ambientale per passione, collabora con il Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori (www.rifiutizerocapannori.it) e con Ekoe società cooperativa (www.ekoe.org) per la commercializzazione di stoviglie e imballi ecologici.

Condividi l'articolo sui tuoi social