Impatto (quasi) zero - di Laura Lop

Il momento dev’essere ora

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Un fine settimana al ritrovo mondiale dello Zero Waste nell’ordinatissima città di Kiel, in Germania.

 

di Laura Lop

Come annunciato, questa settimana vi racconto la mia fortunata esperienza come rappresentante della delegazione italiana al ritrovo mondiale dello Zero Waste che si è svolto in Germania.
Partenza io e… pensate un po’… Rossano Ercolini, il presidente di Zero Waste Europe nonché vincitore del Goldman Environmental Prize 2013, il Nobel alternativo per l’ambiente e mio maestro ideale per molti anni.
Ad attenderci, sotto il cielo grigio dell’ordinatissima città di Kiel, un programma fitto di incontri, di conoscenze, di stimolanti discussioni.

La prima giornata si apre con una conferenza pubblica che vede alternarsi sul palco ben 21 relatori provenienti da vari Paesi europei e non, tutti impegnati a studiare, concretizzare e divulgare i migliori metodi per la gestione delle nostre risorse, in un’ottica di economia circolare.
“Tutti produciamo rifiuti e in qualche modo vanno gestiti partendo dal ridurre quelli non necessari. Ridurre significa migliorare la nostra qualità di vita”; questo l’esordio del gruppo Zero Waste di Kiel, prima cittadina tedesca ad aderire al movimento. “Non siamo ancora Zero Sprechi, ma con sforzo vogliamo creare una rete che influenzi la politica, Kiel si dà un anno per ridisegnare nuove strategie pensate dall’amministrazione e dalla comunità”, così ha parlato il Sindaco portandoci i suoi saluti.

Entriamo nel vivo e all’avverarsi di un mio desiderio tanto atteso: ascoltare Joan Marc Simon, executive director di Zero Waste Europe.
“The time has to be now”. Il carismatico direttore riesce a oltrepassare le mie già alte aspettative, descrivendo lo stato emotivo che anima il nostro movimento: “Martin Luther King poteva dire – ho un incubo – e invece tutti lo ricordiamo per aver detto – ho un sogno-. Questo è lo spirito! E all’utopia, noi uniamo scienza e buone pratiche. Il problema è che non è abbastanza in un contesto di cambiamenti climatici. Non possiamo riciclare la nostra crisi, va ripensata una vita che non generi scarti, per questo serve la circolarità nel nostro modo di produrre. ZW non è un traguardo, è il viaggio”.

Una vigorosa soffiata di naso, mi volto verso la ragazza commossa seduta accanto a me: da dove vieni? Dall’Ecuador… mi risponde.
Da Joan Marc a Rossano, presentato come leader di comunità che ha coinvolto ad oggi ben 277 Comuni italiani e ispirato molti gruppi e singole persone: “Bisogna farci coinvolgere! L’80% delle soluzioni può venire dai cittadini mentre il 20% rimane come responsabilità dei produttori”.
Quando si adotta la strategia Rifiuti Zero è importante non avere blocchi imposti da affamati inceneritori che immettono inquinamento nell’aria e sostengono il continuare a estrarre sempre nuove materie in un sistema lineare prendi-usa-butta.

Uno dietro l’altro, i relatori evidenziano come ci siano strade possibili e anzi migliorative socialmente ed economicamente, strade che tracciano nuovi lavori locali, nuovi modi di fare comunità, di ridurre il nostro impatto senza sacrifici ma anzi beneficiandone.

Kiel, la cittadina dove metà degli abitanti non possiede l’automobile ma ricorre al car sharing quando serve, predilige i mezzi pubblici e la bicicletta, mette a disposizione dei frigoriferi pubblici per combattere lo spreco del cibo buttato, è un ottimo esempio di civiltà avanzata. E in questo contesto è nato un supermercato di prodotti sfusi e freschi dove, a prezzi accessibili, è possibile fare la spesa completa senza bisogno di plastica o imballi usa e getta.
Ore 17.30, spaccando il minuto, si chiude la conferenza.

La seconda giornata del viaggio era riservata ai membri ZW dove sono state raccontate le battaglie vinte e approfonditi gli obiettivi futuri. Il confronto con realtà – altre – da noi è sempre una benedizione perché spinge la nostra pigra indole a porsi delle domande. Ed è inestimabilmente arricchente poterlo fare con persone motivate, positive e umilmente sempre aperte ad ascoltare e imparare.

Non dimenticherò la discussione fino a tarda notte con la mia compagna di stanza bulgara sull’inceneritore, le tante immagini da ogni parte del mondo delle attività inventate per coinvolgere le persone, Antigone la greca che gestisce i centri di riuso, i collettivi esercizi mattutini per socializzare tra noi e nemmeno la bellissima serata conviviale di arrivederci. Tutto a Rifiuti Zero.

 

Laura Lo Presti vive sulle colline del Montalbano, circondata dalla Natura e dai suoi gatti. Attivista ambientale per passione, collabora con il Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori (www.rifiutizerocapannori.it) e con Ekoe società cooperativa (www.ekoe.org) per la commercializzazione di stoviglie e imballi ecologici.

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