Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

Il mondo è sommerso dai rifiuti, cerchiamo di evitarne un po’ (magari cominciando a Natale)

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Durante le Feste crescono in modo esponenziale imballaggi e oggetti inutili. E milioni di luminarie domestiche dismesse finiscono poi in discarica. 

 

di Sandro Angiolini
14 dicembre 2025

Natale è un periodo dell’anno in cui la tendenza a fare spese superflue (e quindi a produrre rifiuti inutili) è indubbiamente più forte. “Una volta all’anno è lecito impazzire”, dicevano i Romani, ma con i tempi che corrono conviene rifletterci un po’ sopra, visti i numerosi problemi ambientali che la gestione dei rifiuti tuttora comporta.

Ne sanno qualcosa i circa 150.000 bambini che, in Argentina, vivono nel raggio di 300 metri da una discarica di rifiuti, cercandovi ogni tanto qualcosa con cui giocare o da mangiare. Siamo probabilmente più abituati alle immagini di minori africani o asiatici impegnati nei modi più incredibili (e pericolosi) a rintracciare metalli o altri minerali comunque riutilizzabili ma la notizia apparsa questa settimana sul sito web del quotidiano britannico The Guardian devo dire che mi ha molto colpito. Così come colpisce il dato che, in quel Paese, esistano circa 5.000 discariche a cielo aperto, cioè le più dannose per l’ambiente, a causa delle loro potenziali emissioni in aria e del percolato di liquidi nel terreno.

Ecco perché, ormai da circa 25 anni, l’Unione Europea insiste sul fatto che destinare i rifiuti in discarica (o in inceneritori) debba rappresentare l’eccezione piuttosto che la regola nella gestione del ciclo dei rifiuti. Ed ecco spiegato anche perché, da circa 15-16 anni, si cerchi di promuovere la cosiddetta “economia circolare”, cioè progetti e iniziative in grado di recuperare materie “seconde” o di apparente scarto, in modo da non dover consumare nuove risorse o materiali, danneggiando o consumando suolo e acqua.

Ma torniamo alle spese di Natale. Uno studio inglese indica che è in forte aumento la spesa in illuminazioni domestiche per questo periodo, con il risultato che circa 168 milioni di decorazioni vengono poi gettate via. Anche se il tasso di raccolta differenziata e quello di riciclo sono in aumento non c’è dubbio che, rispetto al passato, si pongono nuovi problemi: non è la stessa cosa riciclare del cartoncino colorato o degli oggetti composti da filo elettrico e batterie.

E questo ci riporta al tema dell’export di rifiuti speciali e tossici in altri Paesi del mondo, lontano dai nostri occhi; e alla necessità di far applicare norme di regolamentazione e controllo sul fenomeno che i criminali delle ecomafie ovviamente cercano di evadere.

Per questo è essenziale creare e/o potenziare gli impianti di riciclaggio nei nostri Paesi, anche al fine di riciclare le plastiche, ormai presenti quasi in ogni prodotto. Tutto questo tra l’altro potrebbe incrementare l’occupazione: in Gran Bretagna hanno stimato che darebbe circa 5.400 nuovi posti di lavoro: un piccolo contributo, ma da non sottovalutare. Consumiamo meno, consumiamo meglio.

 

OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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