Venerdì 27 febbraio la presentazione alla Fondazione Est-Ovest. Un viaggio di ricerca scientifica e spirituale tra i misteri dell’acqua.
Redazione
9 febbraio 2026
FIRENZE – Il Tao dell’acqua (la via dell’acqua che scorre) rappresenta il principio taoista dell’agire senza sforzo (wu wei), adattandosi alle circostanze come l’acqua fa con il terreno, scorrendo attorno agli ostacoli anziché scontrarsi. È una filosofia di vita basata sulla flessibilità, la pazienza, la capacità di trovare opportunità nelle difficoltà e la potenza della morbidezza.
L’acqua simboleggia insomma l’ideale del saggio taoista: umile, fluida, capace di conformarsi al recipiente che la contiene, ma inarrestabile nel raggiungere il mare. Essa incarna la forza della natura che vince la rigidità attraverso la persistenza. Il Tao dell’acqua insegna a non opporre resistenza alle correnti della vita, ma a usarle a proprio vantaggio, mantenendo una “mente chiara”. In molte tradizioni spirtuali l’acqua rappresenta purezza, chiarezza, tranquillità, nascita e purificazione.
E’ l’acqua a nutrire l’interiorità, a svolgere la funzione di medium della nutrizione e Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, ci accompagna in un viaggio di esplorazione e conoscenza nel suo ultimo libro Il Tao dell’acqua. Forme e significati nascosti di un elemento essenziale per rigenerare la vita” (Terra Nuova edizioni) che presenta venerdì 27 febbraio alle 18 presso la Fondazione Est-Ovest di via del Guarlone 69 a Firenze.
Il libro vuole essere incontro tra ricerca scientifica e spirituale ed esplora i misteri dell’acqua come elemento vivente. Un viaggio che propone una nuova prospettiva sul ruolo dell’acqua per rigenerare la vita e costruire paradigmi ecologici. L’alimentazione è difatti un fatto sensoriale, reso possibile soprattutto dalla trasformazione del cibo in liquido, attraverso un processo di chimismo.
La sua funzione di medium nella nutrizione inizia con l’odorato, continua con il gusto, che nell’alimentazione è immediatamente correlato all’olfatto, e tutta le digestione è un processo ritmico di affinità chimiche governato dall’elemento liquido. “Non siamo quindi ciò che mangiamo, come una visione materialistica vuol far credere – racconta l’autore – ma siamo capaci di assorbire sostanze attraverso l’azione dei sensi e metamorfosarle meravigliosamente in tessuti del nostro corpo fisico. Il genio della lingua ha accomunato assaggio e saggezza in un unico termine. Il saggio, colui che assaggia, ha sviluppato un senso del gusto tale da penetrare profondamente nei misteri del mondo. L’elemento acqua permette all’essere umano un’alimentazione che nutre l’interiorità più ancora che la corporeità».


















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