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Il Wwf: “Il Governo impugni la legge ‘tagliaboschi’ della Toscana, è incostituzionale”

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Bosco Rocconi (foto di Fabio Cianchi - Wwf Italia)

“Con la scusa della semplificazione si riducono le tutele dei beni comuni”. L’associazione ambientalista ha presentato un esposto al Consiglio dei Ministri. 

 

Redazione

È sceso in campo anche il WWF contro la cosiddetta “leggina tagliaboschi” nelle aree vincolate della Toscana (la legge regionale 52/2021).  Con un esposto l’associazione del panda chiede al Consiglio dei Ministri di impugnare la norma presso la Corte Costituzionale per la dichiarazione di incostituzionalità.

La proposta era passata in aula prima di Natale con l’approvazione di una modifica alla Legge Forestale regionale attraverso la quale si elimina sostanzialmente l’obbligo di autorizzazione della Soprintendenza per i tagli boschivi ‘colturali’ nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico. I proponenti l’hanno presentata come una semplificazione necessaria per liberare la normale gestione selvicolturale da inutili aggravi burocratici ed economici che stanno strozzando le aziende del settore.

Si tratta di un film già visto – ribatte il WWF – con la scusa della ‘semplificazione’ si riducono le tutele dei beni comuni per favorire interessi spesso del tutto contrari. Le semplificazioni non si fanno a colpi di accetta (è proprio il caso di dirlo) ma devono essere fondate su un confronto con tutti i soggetti istituzionali e i portatori di interesse, comprese le associazioni di protezione ambientale, nonché sul rispetto dei fondamentali principi di tutela dell’ambiente e del paesaggio”.

Il Consiglio Regionale della Toscana avrebbe scelto ancora una volta la strada del sostegno alle motoseghe piuttosto che ai beni naturali e paesaggistici. La strada da percorrere, secondo l’associazione, sarebbe stata quella di aprire un confronto con Sovrintendenze e Ministero per valutare le indicazioni, sito per sito, di possibili attività silvicolturali. Invece la Regione Toscana “ha deciso di legiferare in modo apertamente contrario al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (d.lgs. 42/2004), che è ancora oggi un importante baluardo a difesa delle nostre bellezze naturali”.

Confidiamo che il Consiglio dei Ministri voglia intervenire e portare al vaglio della Corte Costituzionale il provvedimento regionale – si augura il delegato WWF Toscana Roberto Marini che vìola in modo evidente le disposizioni nazionali in materia e che rischia di aprire al taglio di tanti boschi che rendono così unico il paesaggio toscano”.

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