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In Toscana i contributi geotermici di Enel andranno direttamente ai Comuni

Comuni geotermici_Toscana-ambiente
Pozzo geotermico (foto Regione Toscana)

Si tratta di una norma transitoria in attesa che il Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche si trasformi in società in house della Regione.

 

di Iacopo Ricci

La quota di contributi erogati da Enel ai Comuni geotermici, che finora transitavano attraverso il Consorzio Cosvig, sarà loro assegnata direttamente. È quanto stabilisce una norma transitoria approvata a maggioranza dal Consiglio Regionale della Toscana con 34 sì e due voti contrari del M5S. Lo scopo è quello di coprire il periodo di tempo necessario alla trasformazione del Consorzio Cosvig (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche), interamente pubblico, in società in house della Regione.
Viene stabilito anche che ai fini dell’erogazione delle risorse la Regione stipuli con i singoli Comuni geotermici appositi accordi per definire modalità e tempi di trasferimento dei contributi, assegnati con delibera di Giunta.

Ma quali sono i Comuni geotermici toscani e cosa ci guadagnano a ospitare le centrali?Ai 16 Comuni geotermici (Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castel del Piano, Castelnuovo Val di Cecina, Chiusdino, Montecatini Val di Cecina, Monterotondo Marittimo, Monteverdi Marittimo, Montieri, Piancastagnaio, Pomarance, Radicofani, Radicondoli, Roccalbegna, San Casciano dei Bagni, Santa Fiora) compete annualmente un contributo pagato da Enel, gestore unico delle otto concessioni geotermiche rilasciate, in base all’energia elettrica prodotta” si legge sul sito della Regione Toscana. Inoltre “un contributo annuo, pari alla metà di quello corrisposto ai Comuni, è dovuto alla Regione che, con L.R. n. 66/2012, ha stabilito di delegare gli stessi Comuni geotermici alla riscossione di quanto spettante”.

I soldi sono tanti e vengono dal cosiddetto “Fondo per la Geotermia”.“I 16 Comuni sopra ricordati annualmente percepiscono da Enel, in totale, circa 7,4 milioni di euro, variabili al variare della produzione dell’energia elettrica. La metà, circa 3,7 milioni di euro, è il contributo percepito dalla Regione Toscana che viene riscosso direttamente dai Comuni”.

E non è tutto. In base a un protocollo del 2007 firmato da Enel, Regione Toscana e 15 Comuni geotermici questi ultimi percepiscono fino al 2024 una quota aggiuntiva di altri 7,4 milioni di euro all’anno. Senza contare la compensazione ambientale che Enel si è impegnata a pagare per ciascuno dei nuovi impianti, nella misura di 650.000 euro per ogni MW installato in 10 anni.

Tornando all’atto approvato in Consiglio Regionale, unici voti contrari quelli del Movimento 5 Stelle che ha ribadito la sua opposizione alla geotermia. “E’ una fonte inquinante – ha detto in aula la consigliera pentastellata Silvia Noferi – l’emissione delle centrali geotermiche producono grandi quantità di gas serra” spiegando che “sono fonti di Arpat quelle che rendono noti i dati delle sorgenti d’emissione in atmosfera della Toscana”. Noferi ha ricordato che “il sottosuolo dell’Amiata è ricco di mercurio“ e che “le miniere sono state chiuse perché altamente inquinanti”, quindi “desta sospetto che non siano stati resi noti i dati dell’indagine sullo stato di salute della popolazione dell’Amiata, di cui dal 2014 non si sa niente”.

“La collega Noferi vorrebbe cancellare 200 anni di storia, legata all’utilizzo e allo sfruttamento della risorsa geotermica nelle aree tradizionali della nostra regione – ha replicato Andrea Pieroni (Pd) – Una posizione simile significherebbe desertificare da un punto di vista economico e sociale territori che vedono nella geotermia una prospettiva di sviluppo ancora sottoutilizzata”.

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  • Sarebbe opportuno fossero messi in chiaro i dati an che comparativi, ottenuti da una LCA di ente terzo, in modo che chi legge possa capire se, quanto e come inquinano gli impianti geotermici in funzione anche di quale energia – fonte energetica – vanno a sostituire o integrare? Tutte le fonti energetiche ovviamente hanno impatto sull’ambiente anche le turbine eoliche, le dighe ecc. importante che la tecnologia scelta abbia un impatto ambientale più basso/contenuto del sistema che fa a sostituire o integrare. E deve essere documentato altrimenti si vocia di più sembra abbia più ragione.

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