Ecosistema

In Toscana Orti-Bottagone, Bientina e Sibolla promosse tra le zone umide Ramsar

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L’importante riconoscimento ottenuto nel corso della COP15 che si è appena conclusa presso le cascate Vittoria in Zimbabwe.

 

Redazione
2 agosto 2025

I siti Ramsar sono zone umide di importanza internazionale riconosciute ai sensi di una convenzione e un trattato stipulati  e firmati a Ramsar, in Iran, nel 1971. L’obiettivo principale è la conservazione e l’uso razionale delle zone umide e delle loro risorse, in particolare come habitat per gli uccelli acquatici.
Le zone umide, secondo la convenzione, includono paludi, acquitrini, torbiere, bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra, o salata, comprese le acque marine con una profondità non superiore ai sei metri durante la bassa marea.

In questi giorni le aree umide toscane del Padule Orti-Bottagone (Li), dell’ex Lago e Padule di Bientina (Pi) e del Lago di Sibolla (Lu) sono entrate ufficialmente nella lista dei siti Ramsar, un riconoscimento prestigioso ottenuto nel corso della COP15.

l’Oasi Wwf Orti-Bottagone è il paradiso dei Fenicotteri rosa e di molte altre specie animali e vegetali. Un’area naturalistica di 126 ettari formata da una palude salmastra dominata da piante di salicornia, gli “Orti”, e una palude d’acqua dolce, il “Bottagone”, un fitto canneto intervallato da prati umidi, boschetti di tamerice e campi coltivati.

Il Padule di Bientina è una delle più importanti zone umide della Toscana. In passato era l’alveo dell’antico lago Sextum, il più grande lago della Toscana prosciugato con lavori di bonifica dai Granduchi tra XVIII e XIX secolo. Oggi detiene il primato di prima zona umida toscana per numero di uccelli svernanti ed è una delle mete preferite dagli amanti del birdwatching.

Particolari condizioni ambientali che hanno permesso la conservazione di una flora molto interessante, quasi totalmente scomparsa altrove, fanno dell’Oasi di Sibolla una piccola ma significativa area umida, uno dei più importanti biotopi palustri della Toscana dal punto di vista ambientale e floristico.

“È una notizia che ci riempie di orgoglio – ha detto Monia Monni, assessora regionale all’Ambiente– perché difendere e valorizzare le nostre zone umide significa anche difendere le persone, la qualità della vita e un’idea di sviluppo davvero sostenibile”.

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