A Livorno si produrrà silice bio dalla cenere della lolla di riso per costruire pneumatici. Un cambio di rotta per la multinazionale belga?
di Marcello Bartoli
29 gennaio 2026
LIVORNO – Negli anni la presenza dello stabilimento Solvay, la multinazionale chimica che a Rosignano produce Bicarbonato di Sodio da più di 100 anni, ha causato l’inquinamento del tratto di costa a sud dell’abitato. Il sito, secondo l’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente), è tra i 15 tratti costieri più inquinati del Mediterraneo a causa degli “sversamenti di gesso e calcare, metalli pesanti bioaccumulabili quali mercurio, arsenico, cadmio, cromo e piombo”.
Nel gennaio del 2022 Roberto Cingolani, allora ministro della Transizione Ecologica, rinnovò comunque l’autorizzazione integrata ambientale (AIA) alla multinazionale, anticipando di cinque anni la scadenza naturale prevista per il 2027, permettendole così di continuare a produrre nello stesso stabilimento e a sversare i residui in mare per altri 12 anni con un limite di 250.000 tonnellate l’anno.
Fu così che nel marzo del 2022 il fondo Bluebell Capital Partners (gruppo finanziario londinese guidato dagli italiani Giuseppe Bivona e Marco Taricco con fondi per battaglie ambientaliste) presentò ricorso al Tar della Toscana per l’annullamento del decreto, sottoscritto da diverse associazioni ambientaliste di importanza nazionale e internazionale. Nel settembre del 2022 la Solvay ha fatto poi sapere di voler mettere in campo un piano d’azione da 15 milioni di euro per ridurre le emissioni di calcare del 20% nel 2030 e del 40% entro il 2040.
Arriviamo così alla notizia di oggi: è stato appena inaugurato a Livorno, nella zona portuale, il nuovo impianto Solvay che produrrà silice bio per gli pneumatici. Attraverso l’impianto, che è il primo di questo tipo in Europa, verrà prodotta silice bio utilizzando silicato di sodio di origine biologica ricavato dalla cenere della lolla di riso, un sottoprodotto agricolo. Il processo permetterà di ridurre le emissioni di CO2 del 35% per tonnellata di silice rispetto ai metodi tradizionali.
“Si tratta del primo impianto di questo tipo in Europa che unisce innovazione, sostenibilità ed economia circolare – ha detto il governatore della Toscana Eugenio Giani –. E’ una prospettiva di sviluppo che sul piano economico significa legare crescita industriale e rispetto dell’ambiente, la base dell’economia circolare. Un investimento di 30 milioni per la produzione di pneumatici”. Ci auguriamo vivamente che il presidente Giani abbia ragione e che il nuovo impianto Solvay abbia un approccio e una filosofia di rottura con un passato fatto di inquinamento con effetti a lungo termine.


















Aggiungi un commento