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Incendio alla Delca Energy: i primi dati ARPAT rassicurano, nessuna contaminazione nei vegetali

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Analisi in corso al laboratorio Arpat di Livorno (Foto Arpat)

Le analisi sulle foglie larghe escludono criticità da diossine e PCB. Sotto controllo anche l’aria vicino all’ospedale di Cisanello, mentre la Procura apre un’indagine.

 

Redazione
18 giugno 2026

VICOPISANO (Pi) – A dieci giorni dal vasto rogo che ha distrutto un capannone di 5.000 metri quadri alla Delca Energy di Vicopisano (Pisa) – mandando in fumo circa 2.500 tonnellate di rifiuti plastici e sollevando una colossale nube nera – arrivano i primi riscontri ufficiali sul fronte ambientale. L’ARPAT (Agenzia regionale di protezione ambientale) ha diffuso ieri un aggiornamento sui campionamenti effettuati subito dopo l’evento. I risultati, per ora, inducono all’ottimismo.

Vegetali puliti e assenza di ceneri

Le prime analisi si sono concentrate sui campioni di vegetazione a foglia larga, storicamente utilizzati come veri e propri “deposimetri” naturali per la loro capacità di intercettare le polveri ricadenti al suolo. I tecnici hanno analizzato i primi cinque degli otto campioni prelevati nelle prime ore del disastro:

  • Nessuna contaminazione da diossina: non è emersa alcuna traccia di diossine, furani, PCB o IPA (idrocarburi policiclici aromatici).
  • Riscontro visivo: il dato chimico concorda con l’assenza visiva di ceneri o polveri sulla superficie fogliare.
  • Valori nella norma: i livelli di microinquinanti riscontrati sono tutti estremamente bassi e ampiamente inferiori ai limiti massimi consentiti dai regolamenti europei (Regolamento UE 2023/915) per gli alimenti.

L’Agenzia ha inoltre rilevato un dettaglio curioso: un campione di controllo prelevato in una zona non colpita dall’incendio mostrava livelli di inquinanti leggermente più alti rispetto a quelli dell’area del rogo. Una parziale incongruenza che ARPAT spiega con il “fondo ambientale”: queste sostanze si generano da qualunque combustione (anche di biomasse) e sono ormai ubiquitarie nell’ambiente, sebbene a concentrazioni minime.

Monitoraggio dell’aria e prossimi step

Per rispondere alle forti preoccupazioni della cittadinanza e del personale del Polo ospedaliero ARPAT ha posizionato nei pressi dell’Ospedale di Cisanello una centralina mobile ad alta tecnologia. Il laboratorio su ruote sta monitorando in tempo reale, fin dal 13 giugno, i parametri di gas come benzene, biossido di azoto e biossido di zolfo, oltre alle polveri sottili PM10 e PM2,5. I dati validati sono già consultabili sul sito dell’ente.
La guardia resta comunque alta. Sono infatti in corso le analisi su:

  • Campioni di foraggi e cereali.
  • Filtri PM10 delle stazioni fisse di monitoraggio della qualità dell’aria di Pisa (Borghetto e Passi) e di Santa Croce.

I risultati di questa seconda tranche di esami, disponibili a partire dal 18 giugno, aiuteranno a capire cosa si sia depositato a terra nei giorni successivi all’incendio.

Nel frattempo la macchina della giustizia si è messa in moto e la Procura ha aperto un’indagine. ARPAT ha già provveduto a campionare sia i rifiuti bruciati e attualmente stoccati nel sito (in attesa di smaltimento) sia le acque utilizzate dai Vigili del Fuoco per lo spegnimento, prontamente isolate in apposite vasche di raccolta per essere smaltite come rifiuti liquidi. I risultati di queste analisi verranno trasmessi direttamente ai magistrati e contribuiranno a fare luce sulle cause e le dinamiche del disastro.

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