Rifiuti e riciclo

Inceneritore di Poggibonsi, testata la macchina dei soccorsi per le emergenze

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All’esercitazione hanno partecipato Sienambiente, Arpat, Vigili del fuoco e Protezione civile. Restano le critiche ambientaliste del passato.

 

Redazione
12 febbraio 2025

POGGIBONSI (Si) – In una nota di ieri il gestore Sienambiente ha fatto sapere di aver svolto una simulazione operativa presso l’impianto di incenerimento dei rifiuti di Foci a Poggibonsi, con l’obiettivo di mettere alla prova la macchina dei soccorsi, testare l’efficacia delle procedure operative e verificare gli standard di sicurezza dell’impianto. Oltre al personale di Sienambiente sono intervenuti Arpat, Vigili del fuoco e Protezione civile che hanno preso parte attiva alle operazioni.

Al termine della simulazione è stato redatto un report con la descrizione delle attività eseguite che hanno dato un riscontro positivo sui livelli di sicurezza dell’impianto e sull’efficienza del sistema, oltre alla verifica della corretta gestione dell’emergenza nei tempi utili alla sua risoluzione.

Le critiche all’impianto si sono concentrate storicamente e recentemente su tre fronti principali: i livelli di emissioni, la sicurezza in occasione di anomalie tecniche e la gestione politica dei rifiuti nella provincia di Siena. Rossano Ercolini (Zero Waste Italy) ha più volte denunciato che l’impianto avrebbe fatto registrare, in passato, i peggiori livelli emissivi tra gli inceneritori della Toscana. Secondo queste critiche i dati storici mostravano parametri di inquinanti preoccupanti rispetto ad altre strutture simili.

Recentemente (ottobre 2025) l’impianto è stato oggetto di polemiche per un’emissione di fumo anomalo (segnalato dai cittadini come “fumo rosa”) che ha portato a un fermo temporaneo per verifiche. Sebbene il gestore Sienambiente e l’ispezione Arpat abbiano dichiarato che i parametri siano rimasti entro i limiti di legge l’evento ha riacceso i timori dei residenti sulla sicurezza operativa.

Su un piano più generale associazioni come Legambiente e Italia Nostra criticano la dipendenza dall’incenerimento, sostenendo che ritardi la transizione verso un’economia circolare basata su riciclo e riuso. In particolare è stata contestata l’ipotesi di revamping (ammodernamento) dell’impianto, vista come un modo per prolungarne la vita utile anziché puntare alla chiusura definitiva.

Le critiche locali si rifanno spesso a studi generali (come quelli citati dai Medici per l’Ambiente) che associano la vicinanza a questi impianti a un aumento di patologie respiratorie e decessi, chiedendo un monitoraggio epidemiologico più serrato sulla popolazione della Valdelsa. Per contro, il gestore Sienambiente promuove iniziative come Impianti aperti per mostrare la trasparenza dei processi e la conformità alle normative ambientali vigenti.

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