Tra questi l’ex sindaca di Santa Croce sull’Arno Giulia Deidda e l’ex capo di gabinetto regionale Ledo Gori. Le prossime udienze a luglio 2026.
Redazione
30 marzo 2026
L’inchiesta sul caso dello smaltimento illecito di rifiuti conciari (fanghi trattati, detti appunto Keu), provenienti dal distretto di Santa Croce sull’Arno e finiti in cantieri e terreni in varie zone della Toscana, era partita tra 2019 e 2021 con accuse molto pesanti, anche di tipo associativo e corruttivo.
Recentemente il maxi-caso iniziale è stato ridimensionato sul piano penale. A distanza di cinque anni da arresti, sequestri e interdizioni chiesti e ottenuti dal pm antimafia Giulio Monferini (dal 2024 sostituto procuratore generale in Corte di Cassazione) il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Firenze Gianluca Mancuso ha fortemente ridotto l’impianto accusatorio. Sono cadute le accuse più gravi, come l’associazione per delinquere e la corruzione “sistemica”.
Si parla dunque di proscioglimenti eccellenti con diversi nomi importanti che sono usciti dall’inchiesta. Tra questi l’ex sindaca di Santa Croce sull’Arno Giulia Deidda, accusata di associazione per delinquere e corruzione. Per l’accusa infatti Giulia Deidda avrebbe favorito il Consorzio Aquarno nominando consulenti favorevoli ai conciatori. Avrebbe inoltre assicurato la raccolta di contributi elettorali da imprenditori per destinarli ad alcuni politici e si sarebbe adoperata per la riconferma dell’incarico a capo di gabinetto del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani di Ledo Gori.
E’ stato prosciolto dall’accusa di associazione per delinquere, perché il fatto non sussiste, anche l’ex capo di gabinetto regionale Ledo Gori insieme ad altri funzionari e dirigenti pubblici e alcune aziende coinvolte inizialmente sono state assolte completamente. Prosciolto anche il funzionario della direzione Ambiente Edo Bernini.
Chiuso infine il capitolo del colosso orafo Chimet, i cui amministratori sono stati assolti in abbreviato (la Procura aveva chiesto condanne fino a tre anni e mezzo) e prosciolti i vertici della Tca, escludendo per entrambe la responsabilità nel conferimento delle scorie di fusione.
Nonostante i proscioglimenti una parte dell’inchiesta resta in piedi. Circa 18 gli imputati tra persone e aziende che andranno a giudizio. I reati contestati rimasti riguardano la corruzione elettorale, la gestione illecita dei rifiuti, lo smaltimento e sversamento illecito, la responsabilità amministrativa. Restano coinvolti l’Associazione Conciatori, il Consorzio Depuratore Santa Croce, il Consorzio Aquarno e Le Rose srl.
Tra le figure centrali degli imputati l’ex consigliere regionale Andrea Pieroni, accusato di corruzione elettorale. Per ottenere il voto dei vertici dell’Associazione Conciatori di Santa Croce sull’Arno alle elezioni regionali del 2020 si sarebbe impegnato a far approvare un emendamento per sottrarre il consorzio Aquarno all’obbligo di sottoporsi alla procedura di autorizzazione integrata ambientale.
La questione ambientale resta dunque ancora aperta. Sul piano giudiziario alcune accuse si ridimensionano ma resta il problema della contaminazione dei siti. Continua il dibattito su bonifiche e responsabilità economiche ma esiste il rischio concreto che i costi ricadano sulla collettività.
Il gip Gianluca Mancuso ha trasferito il processo per competenza territoriale. Le prime udienze sono fissate per luglio 2026. Si parla di due processi distinti: il filone di Pisa (corruzione elettorale e gestione rifiuti) e quello di Arezzo su specifici episodi di smaltimento illecito.



















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