Ecosistema

Iniziata sul Pratomagno la raccolta del fiorume, servirà a ripristinare le praterie abbandonate

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Credits: LIFE ShepForBio

Secondo anno di sperimentazione in Toscana. Il progetto rientra fra le azioni di LIFE ShepForBio per contrastare l’abbandono della montagna.

 

Redazione
19 luglio 2025

AREZZO – Recuperare le praterie abbandonate in una delle più suggestive aree di montagna della Toscana. In questi giorni gli operai dell’Unione dei Comuni del Pratomagno sono impegnati nella raccolta del fiorume che verrà poi utilizzato per ripristinare le praterie in stato di abbandono. Questa tecnica è stata sperimentata per la prima volta in Toscana lo scorso anno e questo è il secondo anno d’intervento.

Cos’è il fiorume

Il fiorume, che altro non è che del seme “sporco” con all’interno anche altre parti apicali della pianta, è utilizzato oramai da diversi anni, in particolare nel Nord Italia, per interventi di ripristino ambientale (praterie, come in questo caso, ma anche cave e scarpate). Si tratta di un miscuglio di semi di alto valore naturalistico prodotto a partire da un prato naturale o semi naturale mediante spazzolatura dei prati e rappresenta una risorsa fondamentale per la conservazione della biodiversità vegetale e il recupero o la creazione di prati. Il Pratomagno è stato scelto in quanto habitat di interesse comunitario oggetto di interventi di ripristino nell’ambito del progetto LIFE ShepForBio.

Il fiorume viene raccolto da prati donatori appositamente individuati (si tratta quindi di seme autoctono) attraverso una speciale macchina dotata di una spazzola che, trainata da un trattore, stacca solo i semi dalla pianta lasciando il resto in piedi; il prato potrà quindi essere successivamente pascolato o sfalciato.
Nel caso particolare del Pratomagno il fiorume sarà utilizzato a fine estate-autunno, quando le condizioni ambientali saranno favorevoli, per ripristinare superfici invase da ginestre e lampone in cui nei mesi scorsi sono stati condotti interventi di decespugliamento e pascolo rigenerativo.

Salvare la montagna toscana dall’abbandono

Praterie e pascoli sono tra gli ambienti più ricchi di biodiversità ma la loro conservazione è minacciata dall’abbandono della zootecnia e dell’agricoltura tradizionale e, di conseguenza, dall’espansione incontrollata di vegetazione arbustiva e arborea che ne sta progressivamente modificando la funzionalità ecologica e la ricchezza di biodiversità.
Su tre di questi ambienti, classificati dalla UE come Habitat di interesse, interviene il progetto LIFE ShepForBio. Le aree interessate ricadono sia all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, a cavallo del crinale appenninico tra Toscana e Romagna, sia nella zona del Pratomagno, dorsale montuosa tra il Valdarno e il Casentino. Tra le iniziative avviate per contrastare abbandono e spopolamento ricordiamo anche la nascita della scuola per pastori e allevatori.

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