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Inquinamento luminoso, tre giorni di confronto nazionale nel Chianti

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Dal 7 al 9 ottobre all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti gli esperti discuteranno degli effetti della luce artificiale su salute e biodiversità.

 

Redazione
3 settembre 2026

BARBERINO TAVARNELLE (Fi) – Illuminare meglio, consumare meno e, soprattutto, restituire alla notte il buio che sta progressivamente scomparendo. Dal 7 al 9 ottobre 2026 l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, a Barberino Tavarnelle, ospiterà Solo stelle nel cielo. Illuminare meglio. Proteggere la notte. Ritrovare il cielo, convegno nazionale dedicato all’inquinamento luminoso e inserito nella decima edizione dei Chianti Topics.

Un problema spesso percepito soltanto come ostacolo all’osservazione astronomica, ma che ha implicazioni ambientali molto più ampie. La luce artificiale dispersa durante la notte altera infatti il naturale ciclo luce-buio. Secondo Ispra può provocare negli animali disorientamento, aumento della mortalità e interferenze nei cicli vitali, modificando il comportamento di uccelli, insetti, anfibi, rettili e piccoli mammiferi.

Anche la salute umana entra nel dibattito: l’esposizione alla luce nelle ore notturne può interferire con i ritmi circadiani, mentre un’illuminazione eccessiva o mal progettata comporta anche sprechi energetici e peggiora la qualità dell’ambiente urbano. Arpa Veneto ricorda che l’inquinamento luminoso nasce soprattutto dalla luce artificiale indirizzata o riflessa verso il cielo, aumentando artificialmente la sua luminosità.

Il convegno riunirà competenze diverse, dall’astronomia alla medicina, dall’ecologia all’illuminotecnica. Tra i partecipanti annunciati figurano: Patrizia Caraveo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica INAF; Fabio Falchi, fisico e astronomo; Laura Bellia, presidente dell’Associazione Italiana di Illuminazione (AIDI); Elena Maggi dell’Università di Pisa; Mario Di Sora, direttore dell’Osservatorio astronomico di Campo Catino; Andrea Bertolo, dirigente di Arpa Veneto oltre alla climatologa cilena Maisa Rojas, già ministra dell’Ambiente del Cile.

Particolare attenzione sarà dedicata anche alle possibili soluzioni: apparecchi schermati, temperature di colore appropriate, riduzione delle potenze, limitazione dell’illuminazione nelle ore meno frequentate e pianificazione comunale più attenta.

Per ricercatori, professionisti e studiosi è inoltre aperta la Call for Abstract, con presentazione dei contributi entro il 14 settembre 2026. L’obiettivo è trasformare il diritto a vedere nuovamente le stelle in una questione concreta di salute, biodiversità, energia e qualità della vita.