Respinto il ricorso presentato dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Arezzo nei confronti delle altre due aziende aretine Chimet e Tca.
Redazione
5 gennaio 2026
AREZZO – Con l’udienza dello scorso settembre era entrato nel vivo il processo scaturito dall’inchiesta relativa al presunto smaltimento illecito del keu ricavato dai fanghi conciari provenienti dal distretto della pelle. Nelle carte dell’inchiesta erano 13 i siti ritenuti inquinati in Toscana, tra cui alcuni anche in provincia di Pisa e nel rilevato stradale con cui è stata costruita una parte della strada 429 nel Comune di Empoli.
Il Keu – secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – in uscita dell’impianto Aquarno di Santa Croce veniva conferito dal 2012 alla ditta Lerose di Pontedera che, nell’impianto accusatorio della Procura antimafia, lo riciclava in modo non conforme in riempimenti e sottofondi stradali con il rischio di rilasciare nel suolo e nelle acque solfati, cloruro e cromo. In questo modo sarebbe finito a tonnellate in mezza Toscana.
Due aziende, Chimet e Tca, specializzate nel recupero di metalli preziosi, erano state coinvolte per aver conferito scorie vetrose derivanti dalla fusione, rifiuti non legati ai fanghi di conceria. Il Tar Toscana aveva annullato l’obbligo di bonifica imposto dalla Regione alle due aziende, stimato in diversi milioni di euro. Il Consiglio di Stato, con una motivazione di 37 pagine depositata il 30 dicembre scorso, ha respinto il ricorso presentato dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Arezzo, confermando che le due aziende aretine non sono responsabili della contaminazione del sito di Bucine legata ai rifiuti Keu ma ogni eventuale violazione relativa alle modalità di recupero e stoccaggio è da imputare esclusivamente al gestore dell’impianto, la società Lerose.
La Regione Toscana dovrà ora fare i conti con questa sconfitta giudiziaria dopo aver già stanziato diversi milioni di euro per le operazioni di bonifica. La sentenza esclude anche la responsabilità del Consorzio dei conciatori di Santa Croce sull’Arno per la contaminazione dello stesso impianto. Nel 2023 il Governo ha nominato Commissario unico per i siti contaminati dal Keu, incluso quello di Bucine, il generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà.
Il Movimento Consumatori, costituitosi parte civile nel processo Keu, esprime però grande preoccupazione per le conseguenze concrete di questa decisione: “La sentenza impone formalmente all’azienda la bonifica del sito, ma nella realtà dei fatti l’azienda non provvederà mai a farlo. Di conseguenza il rischio concreto è che i costi della bonifica ricadano interamente sulla collettività, ovvero sulla Regione Toscana e sulla Provincia di Arezzo, chiamate a sostenere spese già enormi per il cantiere Le Rose”.
Secondo il Movimento Consumatori dovranno essere risarciti anche i danni subiti dai cittadini che, inconsapevolmente, hanno utilizzato gli inerti provenienti da Lerose nei propri lavori edili. Dai dati del report Arpat sui siti pericolosi, inoltre, emerge che solo nel Valdarno aretino esistono otto discariche dismesse, presenti da decenni e mai bonificate.


















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