Ecosistema

La cicogna nera fa tappa al Lago di Sibolla: un simbolo della natura selvaggia punta a riconquistare l’Italia

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Uno degli esemplari di cicogna nera avvistati al Lago di Sibolla (foto di Paolo Caciagli)

Tre esemplari avvistati nella Riserva Naturale Lipu. Il ritorno di una specie che mancava da quasi un millennio, tra successi di conservazione e nuove minacce.

 

di Iacopo Ricci
31 luglio 2026

ALTOPASCIO (Lu) – Un evento eccezionale ma al contempo un segnale di speranza per la biodiversità italiana: la Riserva Naturale Lipu del Lago di Sibolla ha recentemente ospitato tre giovani esemplari di cicogna nera. In transito durante la loro migrazione verso l’Africa tropicale i tre volatili hanno regalato un avvistamento raro, con un solo precedente storico analogo in tempi recenti a Sibolla.

A differenza della più comune e nota cicogna bianca la cicogna nera (Ciconia nigra) è un animale schivo e affascinante. Elegante veleggiatore dalle piume nero lucente con riflessi metallici, il ventre candido e – negli adulti – becco e zampe color corallo, predilige luoghi remoti e del tutto privi di presenza umana, rappresentando un vero e proprio emblema della natura incontaminata.

Un ritorno atteso da un millennio

Dopo un’assenza durata quasi mille anni – con memorie storiche risalenti persino ai trattati di ornitologia di Federico II di Svevia nel XIII secolo – la specie ha ripreso a nidificare in Italia a partire dal 1994. Oggi sul territorio nazionale si contano circa 40 coppie nidificanti distribuite in diverse regioni tra cui Piemonte, Basilicata, Calabria, Puglia, Campania, Lazio e Molise. Tra le aree di nidificazione più suggestive spicca l’Oasi Lipu Gravina di Laterza, in Puglia.

Il graduale ripopolamento della cicogna nera si inserisce in un trend europeo positivo, simile a quanto già osservato al Lago di Sibolla con l’insediamento di altre specie rare ed esigenti di uccelli acquatici come la spatola e il mignattaio.

Le sfide per la conservazione: elettrodotti, pale eoliche e bracconaggio

Nonostante i segnali positivi la strada per una piena ricolonizzazione è ancora in salita. Con una popolazione nazionale inferiore alle 50 coppie la specie resta gravemente a rischio. A monitorare costantemente la situazione c’è il GLICiNe (Gruppo di Lavoro Italiano sulla cicogna nera), che lavora per individuare e contenere le principali cause di mortalità.

Tra i pericoli più gravi figurano l’impatto con gli impianti eolici e le linee elettriche, oltre alla piaga del bracconaggio. Propri nelle vicinanze della riserva, sulle Colline delle Cerbaie, circa dieci anni fa fu recuperato un esemplare giovane ferito a morte da colpi d’arma da fuoco, una sorte purtroppo condivisa ogni anno da migliaia di uccelli protetti accolti nei centri di recupero.

L’impegno per il futuro

«Chi ha la fortuna di osservarla non può non rimanere colpito dalla sua bellezza maestosa», commenta Alessio Bartolini, responsabile Lipu della Riserva Naturale Lago di Sibolla. «Restiamo in attesa che questa rotta migratoria e questa tappa si consolidino nel tempo. Nel frattempo, con il sostegno del Comune di Altopascio e della Regione Toscana, continuiamo a lavorare per migliorare la conservazione dei preziosi habitat della nostra riserva».

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