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La Natura che non c’è più, al Museo della Specola una mostra sugli uccelli estinti

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Chiurlottello (foto Università di Firenze)

Nelle collezioni fiorentine il 10% delle specie scomparse. Il curatore della mostra: “Ogni entità che scompare porta con sé un pezzetto di ecosistema”.

 

Redazione
2 ottobre 2025

Colomba migratrice
Colomba migratrice

FIRENZE – Dal Dodo al Chiurlottello, dal Nestore di Norfolk all’Alca impenne, sono oltre 130 le specie di uccelli estinte in tempi storici: circa il 10% sono conservate oggi nel Museo La Specola del Sistema Museale dell’Ateneo fiorentino (SMA), che è il più antico museo naturalistico d’Europa.

Alcune di esse sono le protagoniste della mostra Dal dodo al chiurlottello. Gli uccelli estinti del Museo La Specola”, che si apre venerdì 3 ottobre (inaugurazione ore 18, Via Romana, 17 – corridoio mostre, II piano) con gli interventi della rettrice Alessandra Petrucci, del presidente dello SMA David Caramelli e di Fausto Barbagli, curatore della collezione di Zoologia della Specola e ideatore dell’esposizione insieme a Giuseppina Eva (SMA).

Sarà così possibile osservare la Colomba migratrice americana, che era la specie di uccelli più numerosa sulla Terra ma si estinse nel 1914 dopo un vero e proprio sterminio a opera dell’uomo. Oppure l’Alca impenne, il Fregilupo, il Nestore di Norfolk, l’Emù nero – piccolo struzzo che viveva in un’isoletta della Tasmania -, il Chiurlottello – estintosi nel 2024 a causa della caccia e del prosciugamento delle paludi – e il calco della testa di Dodo del Museo di Oxford.

Le cause dirette e indirette dell’estinzione di specie animali sono sempre riconducibili all’uomo. Fra le cause dirette si contano anche il traffico di animali vivi e l’introduzione di animali concorrenti; fra quelle indirette la distruzione delle foreste, l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

“L’estinzione – spiega Fausto Barbagli – non è la semplice scomparsa di tutti gli individui di una specie bensì la perdita di un complesso sistema di intrecci ecologici che fa sì che ogni entità che scompare porti con sé un pezzetto di ecosistema. Gli uccelli estinti rappresentano quindi un severo monito: ci ricordano la nostra enorme responsabilità nei confronti della natura e ci richiamano al dovere di tutelarla”.

La mostra temporanea, che durerà fino al 14 dicembre, è visitabile all’interno dell’esposizione permanente della Specola da martedì a domenica (ore 9-17 – ultimo ingresso ore 16).

Calco di Dodo
Calco di Dodo (foto Università di Firenze)
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