Opinioni

La Regione Toscana continua a bocciare parchi eolici. Ma non ce lo possiamo più permettere

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Un impianto capace di soddisfare per 30 anni a impatto zero il fabbisogno elettrico di 25 mila Italiani respinto con motivazioni infondate e a tratti imbarazzanti.

 

di Mauro Romanelli, presidente di Ecolobby
17 settembre 2025

La Regione Toscana boccia un altro parco eolico.
Si tratta di un impianto che verrebbe a situarsi a Manciano, in Provincia di Grosseto, di circa 50 MW complessivi di potenza, che verrebbero erogati da sette pale eoliche industriali, un vero ben di Dio, capaci di soddisfare per trent’anni a impatto zero il fabbisogno elettrico di circa 20-25 mila Italiani.

Ma la Regione Toscana ritiene di poter gettare tutto questo alle ortiche, con motivazioni infondate e a tratti imbarazzanti, dietro le quali c’è solo e soltanto l’insipienza e l’assenza di coraggio politico di amministratori irresponsabili, preoccupati evidentemente più che altro di blandire preoccupazioni e pregiudizi medioevali.
Vergogna.

Mentre si consuma l’ennesimo disastro, stavolta all’ isola d’Elba, frutto del combinato disposto del collasso climatico, della cementificazione e dell’incuria, il modo più ecologico di produrre energia che esista al mondo (l’eolico ha un impatto sul ciclo vita nettamente inferiore a tutte le altre forme energetiche, addirittura meno della metà del fotovoltaico, che è comunque al secondo posto) viene di nuovo mortificato e rifiutato dalla Toscana progressista.

I numeri sono impietosi: la Toscana è completamente fuori traiettoria persino rispetto all’obiettivo di centrare i target 2030 stabiliti dal Governo Meloni, peraltro già a loro volta giudicati assolutamente insufficienti in sede Ue.

Anche rispetto a tali mediocri ambizioni – è sufficiente consultare i dati che Terna emette ogni mese per rendersene facilmente conto – la nostra velocità di installazione di nuova potenza rinnovabile è il 25% del necessario: pochissimo fotovoltaico e zero, assolutamente zero eolico, per il quale, secondo la surreale proposta di legge sulle aree idonee prodotta dall’assessore Monni (e fortunatamente spazzata via da una sentenza del Tar Lazio), non dovrebbero addirittura esserci aree idonee in Toscana.

A tutto questo si aggiunge, non bastasse, pure la presa in giro.
“Confermiamo il nostro impegno per la transizione ecologica ma in questo caso non si poteva” hanno il coraggio di ribadire il presidente della Regione Giani e l’assessore Marras (al quale prima o poi conferiremo il “Premio Donald” perché assomiglia sempre di più al Trump de noantri).
Siamo a favore, ma non in questo caso” è l’eterno ritornello: peccato che non ci sia una volta, tranne rarissime eccezioni, in cui, secondo lorsignori, sia il caso.

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