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No al rigassificatore, anche il Wwf manifesta l’11 aprile a Piombino

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L’associazione si unisce a comitati e sindacati USB per dire no alla proroga dell’autorizzazione alla nave Golar Tundra oltre luglio 2026.

 

Redazione
9 aprile 2026

PIOMBINO (Li) – Sabato 11 aprile 2026 è prevista a Piombino una manifestazione di protesta – organizzata da diversi comitati e dal sindacato USB con partenza alle 16 da piazza Gramsci – per ribadire la forte opposizione alla permanenza della nave rigassificatrice Golar Tundra nel porto di Piombino, con la richiesta che vengano rispettati i patti che ne prevedono lo spostamento.

A Piombino viene ancora una volta sollevata la questione della tutela ambientale e della rigenerazione economica della zona dopo decenni di industria siderurgica. I manifestanti si oppongono anche alla possibile trasformazione dello scalo piombinese in un “hub” per il traffico di armi e per lo stoccaggio del gas, contestando le scelte che vedono il porto come punto di transito strategico per carichi bellici.

Sulla questione è intevenuto anche il WWF nazionale: “Il rigassificatore nel porto di Piombino non è necessario per il fabbisogno energetico nazionale ed è assolutamente dannoso per l’ambiente e per la stessa economia del territorio, senza considerare gli evidenti rischi alla salute e sicurezza della comunità locale. Al di là della mancata ottemperanza di SNAM agli impegni presi con la Regione, grave in sé, prorogare l’autorizzazione integrata ambientale (AIA) sarebbe comunque un errore. È con questo spirito che il WWF di Piombino parteciperà alla manifestazione contro il rigassificatore che si terrà sabato nella cittadina toscana”.

Per il Wwf le infrastrutture per il gas (sia via tubo sia con i rigassificatori attivi prima del 2022) risultavano infatti assolutamente sufficienti (per non dire ridondanti) a soddisfare la domanda interna, come aveva già evidenziato in tempi non sospetti la Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2021 della Presidenza del Consiglio dei ministri – Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica secondo cui, anche in caso di totale interruzione delle importazioni dalla Russia il sistema sarebbe stato in grado di stare in piedi senza problemi.

“Se si vuole puntare alla reale sicurezza energetica del nostro Paese occorre smettere di investire sulle costose e inquinanti fonti fossili e sulle annesse infrastrutture – conclude l’associazione ambientalista – ma invece puntare in modo deciso e convinto sulle fonti rinnovabili (fotovoltaico ed eolico in primis), su diversificati e sempre più performanti sistemi di accumulo, sulle interconnessioni e sull’implementazione della rete elettrica. Mai come oggi le fonti rinnovabili si confermano ‘energie per la pace’, in totale contrapposizione con le fonti fossili che sono nemiche del clima e creano dipendenza economica e politica”.

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