Ambientalisti e animalisti contestano la decisione della Regione di mantenere le giornate venatorie del 2 e 6 settembre nonostante la siccità.
Redazione
15 settembre 2015
La preapertura della caccia in Toscana del 2 e 6 settembre finisce al centro della protesta delle associazioni ambientaliste e animaliste che accusano la Regione di non avere tenuto sufficientemente conto degli effetti della siccità sulla fauna selvatica.
Prima dell’avvio della stagione venatoria diciotto associazioni avevano chiesto ai sindaci toscani di intervenire sulla base della legge regionale 3/1994 che consente, in presenza di gravi situazioni ambientali, di sollecitare la Regione a sospendere o rinviare l’attività venatoria. Un analogo appello era stato rivolto al presidente della Toscana Eugenio Giani, con la richiesta di annullare la preapertura e spostare al 1° ottobre l’apertura generale.
La Regione non ha accolto la richiesta. Una decisione contestata dalle associazioni, secondo le quali la lunga fase di caldo e scarsità d’acqua avrebbe indebolito numerose specie riducendo la disponibilità di risorse idriche e alimentari e aumentando i rischi per giovani esemplari e migratori.
Uno dei punti sollevati riguarda inoltre la concentrazione degli animali attorno alle poche zone rimaste con disponibilità d’acqua, circostanza che, secondo gli ambientalisti, potrebbe averli resi più facilmente raggiungibili durante le battute di caccia.
Le associazioni parlano di circa 3.000 cacciatori coinvolti nelle due giornate di preapertura e stimano in 30.000 gli uccelli abbattuti. Si tratta di cifre riportate in una nota e non accompagnate dall’indicazione della fonte statistica utilizzata. Vengono inoltre segnalati episodi di bracconaggio ai danni di specie protette, che le organizzazioni riferiscono essere stati rilevati dalle guardie ambientali.
Nel documento viene contestata anche quella che viene considerata una contraddizione nelle politiche regionali: da una parte il riconoscimento delle condizioni di siccità e del rischio incendi, dall’altra la mancata sospensione della caccia per ragioni legate alla tutela della fauna.
Le associazioni ambientaliste e animaliste che annunciano di voler continuare la mobilitazione per una maggiore tutela della fauna selvatica sono: Associazione Adorno, ATTP, CABS, CERM, Gabbie Vuote, Il Giardino dei Fenicotteri, LAV, Legambiente Toscana, LIPU, Natura e Boschi, Onda e WWF.



















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