Opinioni

Le Marce degli Alberi sono momenti di gioia, non lasciamoci tentare dai toni minacciosi

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16 novembre 2025, l'ultima edizione della Marcia degli Alberi (foto Comune di Ladispoli)

Lettera aperta di un ecologista pugliese agli amici della “Marcia degli Alberi” di Ladispoli (Roma).

 

di Valentino Valentini, direttore del Museo Laboratorio della Fauna Minore del Parco Nazionale del Pollino, San Severino Lucano (Pz)
26 novembre 2025

Carissimi,
ho letto recentemente alcuni commenti che sono stati fatti alla nostra “Marcia” e son qui per cercare di rispondere, per quanto nelle mie possibilità. “Bello tutto questo” – hanno scritto – “ma bisogna essere più incisivi e anche un po’ più minacciosi… il vero modello è Greta Thunberg, non la smuove nessuno, ed è capace di creare problemi ai “manovratori”.

Con tutto il rispetto per Greta, devo dire che non sono pienamente d’accordo. Prima di tutto alle nostre ormai annuali marce partecipano anche bimbi e ragazzi delle scuole, Lupetti – Scout compresi, quindi circa un terzo di tutti i partecipanti, ed è una vera gioia, mista a orgoglio e soddisfazione, vederli quando pretendono di metter mano a pale e picconi per eseguire personalmente le varie piantumazioni degli alberelli.

bambini-alberiI bambini – scrive il grande ecologo Eugene Pleasants Odum – prima o poi manifestano sempre il loro interesse per gli esseri viventi, alberi compresi, ma sfortunatamente nella nostra società moderna molte delle risposte che ricevono non sono adatte a mantenere vivo questo interesse… figurarsi poi se durante la Marcia si adoperano toni più incisivi, o peggio, minacciosi.
Giovani e giovanissimi hanno invero una curiosità latente per la Natura e tutto ciò che vive: compito della Marcia è quindi fare in modo che questi interessi diventino insieme passatempo e vocazione, fonte di soddisfazione estetica, culturale e, perché no, anche lavorativa per tutta la loro vita.

Per ciò che riguarda poi l’intero popolo di questo nostro importante evento, proprio quel popolo ispirato che spende gran parte d’un giorno festivo per andare a piantar alberi, i migliori alleati che abbiamo per la vita e la sopravvivenza su questo nostro Pianeta, posso solo ricordare quanto scriveva Alce Nero dei Sioux Oglala, voce santa e autorevole di un piccolo – grande popolo che amava la Natura e la considerava come diretta emanazione della Divinità, da rispettare e difendere a ogni costo. Come la montagna più alta e svettante è fatta di minuscoli granelli di terra o il fiume più rapido e vasto è fatto della somma delle sue gocce d’acqua, così ogni singolo partecipante alla “Marcia degli Alberi” diventa “goccia o granello” perché fa parte d’un grande e nobile progetto, la difesa della Natura e degli ecosistemi naturali: quindi che bisogno ha di essere in tale occasione più incisivo o addirittura minaccioso?

Quanto alla Thunberg si può certo dire che lei è diventata un’icona della lotta ai cambiamenti climatici, contro le multinazionali dell’energia e, più recentemente, per il sostegno alla causa palestinese. Ma c’è un pericolo: un’icona può rappresentare per i più anche solo generico sostegno se non interesse e curiosità, per alcuni spinto al limite del fastidio e del disturbo, mentre con i tempi che corrono penso sia urgente attivarsi soprattutto a livello personale per salvare, insieme alle altre “gocce o granelli”, il nostro ambiente minacciato e il nostro Pianeta.

Greta a parte, dunque, e come scrisse Alce Nero, sono più che convinto che ciascuno, pur nel suo piccolo come si fa ogni anno a Ladispoli, sarà chiamato a fare la sua parte per difendere questo nostro Pianeta delle meraviglie. Così, e solo così, magari anche esportando questa bella iniziativa, avrà fatto la differenza.