Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

Le nuove (e assai controverse) linee guida per l’alimentazione americana

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Con l’intento di ridurre i cibi ultra-processati la nuova piramide alimentare dà la priorita a proteine animali e grassi saturi e relega i cereali all’ultimo posto. 

 

di Sandro Angiolini
12 gennaio 2026

Come al solito, in questa settimana sono arrivate numerose notizie di una notevole rilevanza per l’ambiente. Una di queste sta avendo però, a mio modesto giudizio, poca risonanza rispetto alle sue potenziali implicazioni, non solo per il Paese da dove arriva. Parliamo degli Stati Uniti, dove il ministro della Salute ha annunciato pochi giorni fa il varo di nuove linee guida per l’alimentazione che fanno molto discutere; vediamo perché.

Le linee guida partono con alcuni dati decisamente allarmanti: il 50% dell’intera popolazione soffre di diabete o di pre-diabete e il 75% degli adulti nord-americani soffre di almeno una grave patologia cronica. Le nuove raccomandazioni dietetiche intendono ridurre il consumo di cibo ultra-processato e raffinato e promuovere quello di alimenti freschi/integrali; fin qui tutto bene.

I problemi (e non pochi) cominciano però quando si entra nel dettaglio della nuova “piramide alimentare”: viene data la priorità a un consumo di carne (di qualsiasi tipo) pari fino al doppio (fino a 1,6 gr/kg di peso al giorno) di quanto raccomandano la maggior parte delle agenzie e degli studi scientifici (circa 0,8-0,9 gr/kg peso corporeo). A pari livello vengono collocati formaggi e prodotti caseari ricchi di acidi grassi saturi. Accanto a questi cibi si indica poi di mangiare molta frutta e verdura. All’ultimo posto vengono i cereali e loro derivati.

C’è chi ha parlato di un vero e proprio “rovesciamento” della piramide alimentare a cui, da almeno 40 anni, siamo abituati noi Italiani ed Europei, e che era stata messa a punto sulla base di innumerevoli studi e ricerche.

A parte il fatto che dalle nuove linee guida scompaiono i limiti di assunzione di alcool giornalieri (una sostanza in grado di arrecare notevoli danni alla salute umana) mi sembra significativo riportare le principali considerazioni che, sul sito Science News, ha fatto in proposito una professoressa di nutrizione e salute pubblica della New York University, Marion Nestle (nessun rapporto con l’omonima società):

– le linee guida sono fortemente contradditorie rispetto agli obbiettivi che annunciano: se si consumano più carne e latticini è altamente improbabile ridurre l’assunzione grassi saturi dannosi per la salute;

– in pratica abbandonano l’evidenza derivante dagli ultimi studi in materia tornando indietro all’approccio degli anni Cinquanta, dove le proteine avevano un ruolo chiave. In particolare sorprende negativamente che non si faccia alcuna distinzione tra proteine di origine animale e vegetale (in realtà consigliabili);

– dato che queste indicazioni varranno per le mense pubbliche (per esempio scuole e ospedali) seguirle comporterà molto probabilmente un aumento dei loro costi di gestione, perché gli alimenti a maggior tenore proteico tendono a costare di più.

Ma l’annotazione che mi ha più colpito da parte della professoressa (e che avevo previsto) è che consumare più carne e proteine animali in generale implicherà un impatto fortemente negativo sul consumo di risorse ambientali: più suolo e più acqua rispetto al consumo, per esempio, di cereali e di proteine vegetali. In un mondo colpito dal riscaldamento climatico non è una buona notizia, e se altri Paesi seguiranno queste linee guida c’è di che preoccuparsi.

 

OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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