Rinnovabili

«Le rinnovabili ci salveranno»: Legambiente Valdera difende il parco solare del Poggino

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Immagine d'archivio

L’associazione risponde al fronte del “no” e rilancia la necessità di decarbonizzare: «L’opposizione totale fa solo il gioco dei petrolieri».

 

Redazione
16 luglio 2026

PONSACCO, CASCIANA TERME LARI (Pi) – Mentre l’emergenza climatica morde con estati sempre più torride ed eventi meteorologici estremi il dibattito sulla transizione energetica accende la Valdera.
Al centro dello scontro c’è il progetto del “Poggino”, un parco solare da 14 ettari a cavallo tra i territori comunali di Ponsacco e Casciana Terme Lari. Attaccato duramente da comitati e opposizioni, l’impianto trova oggi un alleato convinto in Legambiente Valdera, che è intervenuta pubblicamente per fare chiarezza e difendere l’opera.

La premessa da cui parte l’associazione ambientalista è puramente scientifica: la sola produzione energetica tradizionale contribuisce a oltre il 75% delle emissioni globali di gas serra. Continuare a non intervenire in questo settore significa condannare l’economia e la salute pubblica a un peggioramento irreversibile.

Secondo l’analisi di Legambiente sono quattro gli approcci che oggi si delineano nel Paese. Il primo è il puro negazionismo: l’illusione che il caldo “ci sia sempre stato” e che si possa proseguire indisturbati con le fonti fossili. Il secondo è l’attendismo: l’idea egoistica di bloccare i progetti di transizione sul proprio territorio per non alterare il paesaggio, delegando ad altri la risoluzione del problema. La terza via è il nuclearismo di Stato: l’attesa messianica di una tecnologia che, se tutto va bene, vedrà i primi effetti concreti non prima di vent’anni.

L’unica via d’uscita razionale secondo Legambiente è la quarta: la mitigazione del rischio climatico attraverso la decarbonizzazione immediata. Un percorso che non ammette scorciatoie e che deve puntare su sole, vento e acqua, definite come «la risposta più ovvia, civile, democratica e conveniente» offerta dalle tecnologie odierne.

Legambiente risponde anche a una delle critiche più diffuse che hanno investito anche il progetto del Poggino, ovvero la partecipazione dei privati nella produzione e vendita dell’energia verde: se lo Stato dovesse farsi carico esclusivamente degli investimenti dovrebbe sottrarre preziose risorse pubbliche a servizi essenziali come la sanità, la scuola, la cultura e le opere pubbliche. Il vero problema italiano e toscano è semmai il forte ritardo nello sviluppo delle energie rinnovabili, un gap che rischia di pesare non solo sul clima ma anche sul costo finale delle bollette dei cittadini.

Anche l’allarme sulla presunta sottrazione di terreno agricolo viene ridimensionato con i numeri: per coprire il fabbisogno energetico pulito della nazione tramite fotovoltaico– fermo restando l’uso dei tetti, che da soli non bastano – sarebbe sufficiente sacrificare appena l’1% della superficie agricola italiana. Una quota minima e ampiamente sostenibile a fronte dei benefici globali.

Pur riconoscendo la buona fede di molti cittadini mobilitati contro l’impianto, Legambiente Valdera lancia un monito contro l’ostruzionismo a priori, che ignora i vantaggi della transizione e finisce paradossalmente per favorire i grandi colossi del petrolio, intenzionati a proteggere i propri profitti miliardari contrastando la nascita di fonti alternative. L’invito è quello ad abbandonare l’opposizione preconcetta per concentrarsi piuttosto sulla richiesta di miglioramenti e adeguate misure di compensazione territoriale, senza però compromettere la realizzazione di un’opera ormai non più rimandabile.

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