Attualità

Legambiente lancia le nuove sfide per un Arcipelago toscano sostenibile

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Il Cigno Verde: “Le isole minori possono diventare il laboratorio ideale per affrontare le sfide su energia, acqua, mobilità, economia circolare e turismo sostenibile”.

 

di Legambiente Arcipelago

Le isole minori sono sistemi isolati che possono divenire il laboratorio ideale per affrontare le sfide ambientali più urgenti e importanti che il Mondo ha di fronte, dove applicare proprio i modelli innovativi nell’ambito dell’energia, del ciclo delle acque e dei rifiuti. L’osservatorio Isole Sostenibili promosso da Legambiente e Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR (CNR-IIA) hanno presentato il nuovo rapporto Isole Sostenibili – Energia, acqua, mobilità, economia circolare, turismo sostenibile.

Il rapporto fa il punto anche sulle 4 isole abitate dell’Arcipelago toscano: Elba, Giglio, Capraia e Gorgona. Si tratta di un ecosistema vulnerabile, dentro uno scenario climatico che prevede rilevanti impatti legati all’aumento della temperatura dell’atmosfera e del mare e per le pressioni antropiche legate alla forte pressione turistica nei mesi estivi.

Nelle isole toscane queste sfide sono particolarmente importanti e di attualità perché sono presenti tutte le potenzialità per costruire dei modelli di chiusura dei cicli di energia dell’acqua e dei rifiuti, passando da una situazione attuale di totale dipendenza dalla terraferma per l’energia, l’acqua e lo smaltimento dei rifiuti a modelli innovativi dove si punta su recupero e riciclo, sulle fonti rinnovabili, sull’efficienza energetica e sulla depurazione delle acque. Al momento il gap da recuperare su ognuno di questi temi è davvero rilevante, come raccontano i dati e le analisi del rapporto. La barriera che abbiamo di fronte è la mancanza di visione politica e di partecipazione dei cittadini alla trasformazione.

Due sfide appaiono particolarmente rilevanti. La prima riguarda la capacità di realizzare queste innovazioni in realtà che vivono grandi oscillazioni di afflusso turistico nei mesi estivi, con picchi dei consumi e degli impatti. Questa condizione è sicuramente complessa e influenza le politiche da parte degli amministratori locali.

La seconda sfida sta nel portare avanti queste innovazioni in territori con vincoli ambientali e paesaggistici: Parco Nazionale, Siti di Importanza Comunitaria, Zone Speciali di Conservazione e Zone di Protezione Speciale, Sito Mab Unesco, Santuario dei mammiferi marini Pelagos e Important Bird Areas  (IBA).

Per quanto riguarda l’energia la situazione nell’Arcipelago Toscano, e in particolare all’Isola d’Elba, delinea oggi un quadro di grande arretratezza. Risultano ancora non interconnesse alla rete elettrica nazionale Capraia, Isola del Giglio, Gorgona. L’Isola d’Elba è interconnessa. La potenza di fotovoltaico installata nel solo anno 2019 è stata di  335,43 kW all’Elba, 19,62 kW a Capraia, 0 kW all’Isola del Giglio, per Gorgona il dato non è disponibile. Il (poco) fotovoltaico  rimane comunque la fonte rinnovabile più diffusa sulle isole, mentre le installazioni di microeolico risultano a zero. Per quanto riguarda invece il solare termico, l’Arcipelago Toscano è praticamente inesistente.

Anche nell’Arcipelago Toscano, come nelle altre isole italiane, i problemi da affrontare riguardano la scarsità delle risorse idriche presenti, che prima della costruzione dei dissalatori e della condotta sottomarina Piombino-Elba costringevano le isole a dipendere dal trasporto attraverso bettoline. Inoltre emerge l’assenza o inadeguatezza dei sistemi di depurazione delle acque reflue.

Obiettivo degli interventi che riguardano le risorse idriche dovrebbe essere di ridurre i consumi, recuperando gli sprechi e le perdite nella rete di distribuzione. Si dovrebbe puntare anche a ripristinare e realizzare nuove vasche di raccolta delle acque piovane per utenze domestiche e agricole, metodo antico ed efficace ma caduto in disuso, insieme a sistemi di depurazione delle acque grigie per il riutilizzo in tutti gli usi compatibili. Per quanto riguarda gli approvvigionamenti, dovrebbe essere formulata una strategia programmatica con sistemi di dissalazione sempre più efficienti, a basso impatto ambientale e alimentati da fonti rinnovabili.

Negli ultimi anni, grazie anche a un’attiva gestione dell’Elbana servizi ambientali (ESA), l’Isola d’Elba è passata da Cenerentola a regina della raccolta differenziata, ma resta il problema del trasferimento dei rifiuti via nave, quando invece nelle isole italiane si dovrebbe passare a modelli di gestione capaci di creare vantaggi economici e ambientali avviando il rifiuto a una seconda vita come materia prima seconda, re-immettendolo nei cicli produttivi o valorizzandolo come risorsa energetica sostenibile.

Nell’Arcipelago toscano il tema della mobilità presenta una duplice criticità: da un lato il collegamento con la terraferma e dall’altro gli spostamenti locali, con tutti i problemi di gestione dei picchi di turismo estivi. La sfida anche qui sta nell’immaginare una profonda innovazione della mobilità che da un lato punti a dare un’alternativa al mezzo privato attraverso un trasporto pubblico locale efficiente, dall’altro incentivi le forme a impatto ambientale zero: veicoli elettrici, percorsi pedonali e ciclabili sicuri.

Le proposte di Legambiente e CNR-IIA per dare forza a interventi in campo ambientale e climatico ambiziosi nelle isole minori italiane e costruire un quadro chiaro di regole e di politiche con una chiara prospettiva al 2030 riguardano la creazione presso il ministero dell’Ambiente di una cabina di regia per la transizione climatica e ambientale nelle isole minori; il coinvolgimento del Ministero dei beni culturali e le Soprintendenze nella cabina di regia; l’elaborazione in ogni isola di un piano per il clima e la sostenibilità ambientale, con chiari obiettivi al 2030.

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