Contestati l’ossicombustore e l’uso di fondi pubblici: “Più raccolta differenziata e no all’incenerimento della plastica non riciclata”.
Redazione
4 luglio 2026
PONTEDERA (Pi) – Legambiente Valdera interviene con toni duri nel dibattito sulla gestione dei rifiuti e contesta le posizioni espresse da Renzo Macelloni, presidente di Belvedere Spa, sull’opzione “Rifiuti Zero”. Secondo l’associazione ambientalista definire questa prospettiva “uno stato dell’anima” rischia di ridimensionare un modello che punta invece sulla prevenzione, sulla riduzione degli scarti, sul riuso e su una raccolta differenziata più efficace.
Con una nota il direttivo sottolinea come il “sistema Peccioli-Belvedere” si fondi ancora su una percentuale di raccolta differenziata giudicata insufficiente, indicata intorno al 40%, e su rilevanti conferimenti in discarica. Da qui la critica a un’impostazione che, secondo Legambiente, continuerebbe a privilegiare smaltimento e combustione rispetto al recupero di materia e alla progressiva riduzione dell’usa e getta. L’associazione richiama anche il modello di Capannori, citato dalla docente dell’Università di Pisa Giulia Romano come esperienza concreta di avvicinamento all’obiettivo.
Al centro della polemica c’è anche il progetto dell’ossicombustore promosso da Novatosc, impianto destinato a produrre “perline vetrose” attraverso il trattamento dei rifiuti. Legambiente ricorda che la proposta sarebbe già stata respinta nell’ultima assemblea di Retiambiente e contesta l’ipotesi che siano i cento Comuni soci della holding pubblica a sostenere economicamente un progetto ancora da sperimentare. L’associazione richiama inoltre il precedente del dissociatore molecolare, mai realizzato.
Legambiente respinge anche gli scenari secondo cui, senza nuovi impianti, il ciclo dei rifiuti non potrebbe chiudersi, le tariffe aumenterebbero e sarebbe necessario trasferire fuori regione una quota crescente di materiali. La priorità dovrebbe essere invece una raccolta differenziata “ben fatta e spinta”, lasciando discariche e inceneritori soltanto come soluzioni marginali per la frazione residua non recuperabile.
Particolare contrarietà viene espressa infine contro l’eventuale incenerimento della plastica proveniente dalla raccolta differenziata ma non assorbita dal mercato. Per l’associazione questa scelta trasformerebbe una difficoltà industriale e commerciale in un pretesto per riaprire o potenziare gli inceneritori, anche attraverso possibili deroghe.
La posizione di Legambiente Valdera è netta: “Rifiuti Zero” non rappresenta un’utopia ma un percorso concretamente perseguibile, coerente con la gerarchia europea dei rifiuti e possibile attraverso una precisa volontà politica.



















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