“Siamo meravigliati dalla superficialità e dall’incoscienza con le quali Regione e Comuni hanno affrontato questi inquinamenti negli anni”.
9 maggio 2026
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Legambiente Valdera che denuncia la possibile presenza di cromo esavalente (altamente tossico e cancerogeno per l’uomo) in alcuni pozzi in zona Ceppaiano, nel Comune di Crespina Lorenzana, richiamando l’attenzione sui referenti istituzionali che, secondo l’associazione, non avrebbero tutelato la salute della popolazione con sufficiente rigore nonostante le analisi e i rilevamenti emersi dopo lo sversamento di Keu.
CRESPINA LORENZANA ( Pi) – La scoperta di cromo esavalente in alcuni pozzi in zona Ceppaiano, nel comune di Crespina Lorenzana, non è una novità. Sembra sia arrivato in falda, con grande pericolo per salute delle persone e dell’ambiente. Arpat dichiarava nel 2021 che “i risultati dei campionamenti effettuati dal consulente tecnico d’ufficio della Procura evidenziano similitudini del materiale con gli altri siti di sversamento causati dall’azienda Lerose con spiccata presenza di cromo totale oltre la soglia di concentrazione con superamento per altri parametri (metalli e idrocarburi)”.
I test di cessione evidenziavano un importante rilascio di cromo totale. Se i sindaci di Crespina Lorenzana di ieri e di oggi volevano avere notizie, probabilmente avevano gli strumenti per farlo. Non si può sentire che non si sa da dove viene il cromo. Nell’aprile 2021, quando si sono concluse le indagini per la dispersione del Keu in tredici siti, molti nella provincia di Pisa, eravamo preoccupati perché avevamo saputo da anni che è un materiale che proviene dai fanghi della lavorazione delle concerie e i reflui contengono cromo.
Fin da subito, la nostra richiesta è stata quella di chiedere la bonifica di quei luoghi avvelenati. Invece lo spettacolo che si preparava era quello degli “annunci di bonifica” da parte della Regione. Tavoli tecnici, conferenze dei servizi, perfino una commissione d’inchiesta regionale, molto dichiarazioni alla stampa, delibere, l’opera di un commissario nazionale.
Questo sistema è andato avanti per cinque anni e di bonifica ne abbiamo visto solo una: quella del sito dell’aeroporto militare di Pisa, realizzata dal Ministero della Difesa nel settembre 2021, perché ospita una delle torri radar dell’aeroporto civile e si sarebbe fermato il traffico dell’aeroporto Galilei.
Finite le fasi preliminari del processo Keu, l’attenzione è andata ad alcuni proscioglimenti di politici: siamo contenti. Ma i veleni nel terreno e nei pozzi non li ha tolti nessuno e i rinvii a giudizio che sono rimasti a carico di molti degli indagati dimostrano che tuttora sussiste la fondatezza di possibili reati ambientali gravi. Si è, purtroppo, concretizzato quello che lo studio, commissionato dalla Regione ad Arpat e coordinato dal professor Riccardo Petrini di Scienze della Terra, aveva anticipato oltre tre anni fa.
Il Keu, all’uscita dall’impianto, presentava cromo esavalente (altamente tossico e cancerogeno per l’uomo) in quantità non rilevabili, ma essendo presente il cromo trivalente si era osservato che “in presenza di umidità elevata e in presenza di ossigeno, questo subisce trasformazioni con produzione di cromo esavalente nella sua struttura”. Il cromo esavalente è cancerogeno accertato. Lo studio Petrini, commissionato dalla Regione Toscana all’Arpat, non è divenuto – a nostro parere – veramente la guida per le istituzioni regionali e locali.
Da subito i Comuni hanno pensato a cautelarsi dal punto di vista economico intimando, facendo ricorsi, approvando determine a non finire. Non hanno pensato a fare l’unica azione per adempiere al loro compito, che è quello di proteggere la popolazione. Ci meravigliamo della superficialità e dell’incoscienza con le quali si sono affrontati questi inquinamenti negli anni da parte della Regione e dei Comuni.



















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