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Legame Covid-19 e inquinamento: per studiarlo un’alleanza tra i giganti italiani della ricerca

Inquinamento nella piana di Pistoia (foto Legambiente Quarrata)
Inquinamento nella piana di Pistoia (foto Legambiente Quarrata)
Al via il progetto scientifico Pulvirus: vi lavoreranno insieme per un anno ENEA, Istituto Superiore di Sanità e Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale.

 

di Iacopo Ricci

Offrire a istituzioni e cittadini informazioni attendibili, risposte e indicazioni, sulla base di dati scientifici, sul possibile legame tra inquinamento atmosferico e COVID-19. Nasce con questi obiettivi l’alleanza scientifica fra ENEA, Istituto Superiore di Sanità (ISS) e Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale (SNPA, composto da ISPRA e dalle Agenzie Regionali del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente) annunciata due giorni fa con l’avvio di un progetto di ricerca congiunto chiamato PULVIRUS.

PULVIRUS parte dall’evidenza che l’introduzione delle misure di contrasto al Covid-19 ha causato riduzioni nelle concentrazioni di alcuni inquinanti atmosferici, riscontrate delle reti di monitoraggio della qualità dell’aria. Ma il fenomeno non segue dappertutto lo stesso andamento. La diminuzione delle concentrazioni di alcuni inquinanti come il biossido di azoto (NO2) sembra interessare maggiormente le stazioni di monitoraggio vicine al traffico veicolare e meno quelle lontane dalle sorgenti. Gli andamenti altalenanti della concentrazione del particolato dipendono, secondo gli scienziati, dal ruolo che la variabilità meteorologica e le reazioni chimiche in atmosfera giocano nella sua formazione e dispersione.

In particolare il progetto vuole approfondire:

  • il discusso legame fra inquinamento atmosferico e diffusione della pandemia,
  • le interazioni fisico-chimiche-biologiche fra polveri sottili e virus
  • gli effetti del “lockdown” sull’inquinamento atmosferico e sui gas serra.

Per studiare l’interazione fra particolato atmosferico e virus si farà ricorso sia ad analisi “in silico” – ossia riproducendo l’interazione fra virus e particolato atmosferico mediante la simulazione matematica al computer – sia a un modello biologico rappresentativo delle caratteristiche di SARS-CoV-2.

Quello che si è verificato con il lockdown – spiegano ENEA, ISS e SNPA – è un evento eccezionale, e speriamo unico, e rappresenta un involontario esperimento di blocco delle sorgenti emissive, altrimenti impossibile da attuare, che può dimostrare l’ampiezza e l’intensità delle misure da adottare per rispettare i limiti alle concentrazioni e fornire indicazioni per affrontare le cosiddette ‘emergenze smog’ che si ripresentano ogni anno”.

PULVIRUS si svilupperà sull’arco di un anno ma fra pochi mesi saranno già disponibili alcuni risultati importanti, fra i quali l’analisi di fattibilità di un sistema di rivelazione precoce da attivare possibilmente prima del prossimo autunno. Inoltre dati, modelli ed elaborazioni, rapporti e pubblicazioni verranno resi disponibili al pubblico e alla comunità scientifica nazionale attraverso un apposito sito web, costituendo una formidabile base di dati per gli studi successivi.

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