Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

L’Europa a fuoco e fiamme, il 2025 l’anno peggiore di sempre per gli incendi boschivi

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Foto da protezionecivile.gov.it

Diecimila km quadrati già andati in fumo. La crisi climatica ha un ruolo importante ma il 60% degli incendi dipende in un modo o nell’altro dall’uomo.

 

di Sandro Angiolini
31 agosto 2025

In questa settimana colgo due notizie, entrambe provenienti da media britannici ed entrambe incentrate sull’estate, anche se da due fronti opposti: incendi e vacanze. Un articolo de The Economist riporta dati e studi sul fenomeno degli incendi boschivi, che nel 2025 ha raggiunto un nuovo record negativo in termini di superfici interessate: alla data del 19 agosto, nell’Unione Europea, erano andati in fumo 10.000 km quadrati rispetto a una media annua di circa 2.500.

Tutto questo principalmente nei Paesi del Mediterraneo come Cipro, Spagna, Portogallo, Francia, Grecia e Italia. La parte più interessante dell’articolo riguarda però le cause di tali incendi. Una buona parte delle responsabilità risiede nell’incapacità di mettere a punto piani di prevenzione e d’intervento aggiornati ed efficaci. In Spagna, per esempio, la quota degli investimenti a essi destinati si è dimezzata dal 2019 a oggi.

Il riscaldamento climatico, come intuite, gioca un ruolo importante: ambienti più aridi e secchi facilitano l’innesco e la diffusione di incendi. Ma uno studio europeo che ha analizzato dati disponibili dal 2016 ha individuato nel fattore umano la responsabilità di circa il 60% degli incendi. Guarda caso, la stessa percentuale che uno studio dell’allora Corpo Forestale dello Stato (oggi incorporato nell’Arma dei Carabinieri) svolse agli inizi del 2000.

Solo un incendio su dieci però è appiccato intenzionalmente, da piromani o persone mentalmente disturbate: tutti gli altri risultano essere “scappati” a persone che intendevano in quel modo ripulire i loro terreni. Sono dati su cui occorre riflettere bene, e agire di conseguenza.

Come si dovrebbe cominciare a riflettere più seriamente sull’impatto che temperature estreme e incendi cominciano ad avere sulla stagione turistica estiva in Europa (questo ce lo segnala invece in settimana un articolo sul quotidiano The Guardian). Modificando tendenzialmente le destinazioni preferite dai turisti e rendendo in ogni caso più complicato (e costoso) trascorrere le proprie vacanze.

Non è solo una questione di pagare di più per l’aria condizionata in camera: molti altri servizi diventano più costosi in ambienti iper-caldi. E rendono ancora più urgente convertire le strutture di ospitalità verso modelli più sostenibili o “verdi” che dir si voglia.
Per un Paese e una regione come i nostri non sono solo utili spunti, ma imperativi da mettere in pratica al più presto, su grande scala, e con molto giudizio.

 

Sandro Angiolini_piccolaOLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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