Ecosistema

Lipu Firenze: allarme sfalci lungo l’Arno, cannaiola in pericolo

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“Certe modalità estreme di manutenzione con mezzi meccanici nei mesi da marzo a luglio rappresentano un enorme danno alla biodiversità”.

 

di Lipu Firenze

Tutti sanno che a primavera gli uccelli fanno il nido, depongono le uova, allevano i piccoli. Direttive europee, norme nazionali e regionali per la tutela della biodiversità proteggono le specie selvatiche e i loro habitat. Anche le aree urbane possono ospitare specie non comuni se dispongono delle adeguate condizioni ambientali, come presenza di grandi alberi, boschetti, argini ricchi di vegetazione.

La cannaiola è una specie rara, migratrice a lungo raggio che vive nei canneti di canna palustre (fragmiteti composti da Fragmites australis) come ci dice Marco Dinetti, esperto di ecologia urbana della Lipu. Nel territorio fiorentino la sua presenza era già in forte declino, con due unici siti rilevati nell’Atlante degli uccelli nidificanti del 2009. Il 6 maggio scorso, nell’ambito dei censimenti per la quarta edizione dell’Atlante in corso di esecuzione da parte della Lipu, è stata individuata lungo l’Arno sulla sponda destra, in un piccolissimo canneto poco a valle della stazione ferroviaria delle Piagge.

Al secondo rilievo effettuato il 9 giugno il piccolo habitat ripariale nel quale era stata contattata risultava essere oggetto di distruzione totale ad opera di due escavatori che smuovevano il terreno distruggendo completamente la vegetazione. Naturalmente della cannaiola nessun segno di presenza. Questo episodio rende evidenza di come certe modalità estreme di manutenzione mediante sfalcio della vegetazione in alveo, compiute con mezzi meccanici nei mesi da marzo a luglio, comportano un enorme danno alla biodiversità, quella stessa che anche recenti normative regionali, redatte per la riduzione del rischio idraulico, deliberano di tutelare dando indicazione di effettuare i tagli di vegetazione in alveo escludendo preferibilmente il periodo da marzo a giugno in cui è massimo il danno all’avifauna nidificante.

Di conseguenza le sponde dei fiumi sono state impoverite di ogni specie di flora e di fauna e passeggiando sull’Arno si osservano in gran numero uccelli molto comuni come le cornacchie e i gabbiani mentre mancano uccelli più tipici degli ecosistemi ripariali come il martin pescatore, l’usignolo di fiume, la cannaiola.

Le città più ricche di biodiversità sono più vivibili anche per le persone, come riportato nell’articolo “Uccelli in città” pubblicato nella rivista Natura edita dai Carabinieri. La Lipu denuncia la perdita di un patrimonio comune, che ha un valore in sé e un valore per le persone, come conseguenza di una gestione che non rispetta le norme nazionali e regionali e che non è indirizzata ad affiancare alla riduzione del rischio idraulico la tutela della biodiversità.

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1 Commento

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  • quando si accerta un pericolo per nidi o cuccioli bisogna chiamare subito il numero 1515 della guardia forestale ambientale ,solo loro possono prendere provvedimenti urgenti e forse una storia si può concludere con un lieto fine dopo purtroppo ci resta solo tanta amarezza