Schiusi con successo due nidi del piccolo trampoliere in pericolo d’estinzione. Una vittoria della biodiversità costiera firmata WWF e volontari.
di Gabriella Congedo
13 luglio 2026
CAPALBIO (Gr) – Una notizia apparentemente minima ma che racchiude in sé il sapore di una vittoria per la biodiversità costiera. Sulle spiagge della Riserva Naturale Statale e Oasi WWF del Lago di Burano si sono concluse con successo le nidificazioni di due coppie di fratino, il piccolo e minacciato trampoliere delle dune che sta rischiando seriamente l’estinzione a causa dell’eccessiva pressione antropica sui litorali.
L’annuncio, giunto tramite i canali dell‘Oasi WWF Laguna di Orbetello e Lago di Burano, evidenzia una dinamica riproduttiva delicatissima e non priva di ostacoli. Su sei pulcini nati, infatti, uno è stato immediatamente predato da un gheppio, uno dei predatori più temuti insieme alle cornacchie. Proprio a causa di queste ultime due precedenti tentativi di nidificazione erano falliti nelle scorse settimane per la predazione delle uova. Il successo di questi due nidi rappresenta quindi una preziosa eccezione in un panorama riproduttivo generalmente caratterizzato da tassi di successo bassissimi.
Per proteggere la specie dal calpestio inavvertito dei bagnanti – reso facilissimo dallo straordinario mimetismo di uova e piccoli, invisibili a occhi non esperti – gli operatori del WWF avevano provveduto fin dal mese di aprile a recintare i siti con pali e corde. Una sinergia istituzionale ha poi rafforzato le tutele: il Comune di Capalbio ha tempestivamente emanato un’ordinanza per vietare il superamento delle recinzioni e l’accesso ai cani sciolti nei paraggi.
Assurto a vero e proprio simbolo della salute degli ecosistemi litoranei, il fratino è attualmente classificato come “in pericolo” (EN) nella Lista Rossa italiana. Da quest’anno la sua salvaguardia è supportata anche dal progetto europeo LIFE Alexandro, che vede la collaborazione di partner internazionali e del Centro Ornitologico Toscano (COT), responsabile del monitoraggio sul territorio regionale. Proprio i tecnici del COT hanno provveduto a inanellare alcuni dei nuovi nati per tracciarne gli spostamenti futuri attraverso la rete ornitologica nazionale e internazionale.
Dopo alcune annate decisamente negative i segnali di miglioramento registrati già dallo scorso anno riaccendono la speranza per la sopravvivenza della specie. Un risultato che si deve in larga parte all’impegno instancabile dei volontari di WWF, Lipu e Legambiente. La sfida ora è tutta incentrata sul delicato momento dell’involo dei piccoli.
Tuttavia, nessuna misura di tutela potrà mai essere realmente efficace se non nasce una consapevolezza diffusa: le spiagge non sono semplici distese di sabbia a nostro uso e consumo ma ecosistemi complessi da rispettare, proteggere e conservare insieme a tutti i loro abitanti.




















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