Opinioni

Ma l’Europa crede davvero nella riduzione dei pesticidi in agricoltura?

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Con il progetto Life Microfighter l’Ue finanzia la riduzione di pesticidi a base di rame ma con le politiche adottate sembra perseguire altri fini. 

 

di Marcello Bartoli
22 gennaio 2026

Il progetto europeo Life Microfighter, finanziato dall’Unione Europea con un contributo di 1,3 milioni, ha l’obiettivo dichiarato di ridurre “drasticamente” l’uso di pesticidi a base di rame in agricoltura, sostituendoli con un’alternativa ecosostenibile e naturale. Il progetto è coordinato dal Consorzio Co&So che ha condotto sperimentazioni triennali in Italia, Spagna e Croazia su vite, pomodoro e olivo.

Il progetto mira a dimostrare l’efficacia di un nuovo Zeo-biopesticida composto da Zeoliti naturali (K-chabasite italiana) e un microrganismo utile specifico (mBCA, Pseudomonas sp. DLS65). L’obiettivo è quello di proteggere colture chiave come vite, pomodoro e olivo da patogeni come la peronospora, la rogna dell’olivo e la maculatura batterica, riducendo l’apporto di rame del 50% (da circa 4 kg/ha a 2 kg/ha all’anno).

“Oltre ai benefici diretti sulla difesa delle piante la riduzione del rame ha effetti positivi sul suolo – ha detto Patrizia Giorio, direttrice dell’area progettazione europea del Consorzio – con minore accumulo metallico e un incremento della biodiversità microbica, fondamentale per la fertilità e la resilienza degli ecosistemi agricoli”. Il progetto ha coinvolto 9 partner tra Italia, Spagna e Croazia, tra cui università, centri di ricerca e cooperative agricole.

Non può che rendere felici sapere delle preoccupazioni dell’Unione Europea riguardo ai pesticidi. Allo stesso tempo viene anche da interrogarsi sulle ragioni del secco no arrivato da Strasburgo il 22 novembre 2023 al loro taglio del 50% entro il 2030. Vero è che la regolamentazione dei pesticidi nell’Unione Europea sta attraversando una fase di profonda revisione, caratterizzata da un allentamento delle restrizioni inizialmente previste dal Green Deal.

A gennaio 2026 l’esecutivo europeo ha proposto il cosiddetto Pacchetto Omnibus volto a semplificare le norme agricole. Tra le proposte più discusse vi è l’introduzione di autorizzazioni illimitate nel tempo per le sostanze attive, eliminando le scadenze periodiche attualmente previste. Recentemente la Commissione ha mostrato segnali di apertura verso un uso più flessibile dei fitofarmaci per sostenere la “produttività agricola”, riducendo alcuni vincoli burocratici e operativi.

In seguito alle proteste del settore agricolo e di blocchi politici la proposta di regolamento sull’uso sostenibile (SUR) che mirava a dimezzare l’uso di pesticidi chimici entro il 2030 è stata ufficialmente ritirata. Il Glifosato rimane approvato nell’Ue fino al 2033, pur con specifiche limitazioni d’uso. Francia, Spagna, Germania e Italia rimangono i principali utilizzatori di pesticidi nell’Unione, rappresentando insieme oltre il 60% del volume totale delle vendite. Il trattato Mercosur, al centro di un acceso dibattito internazionale, potrebbe aprire inoltre le frontiere all’importazione di prodotti rischiosi per la salute.

L’auspicio è che certi programmi volti a ridurre l’uso dei pesticidi, finanziati direttamente o indirettamente dall’Unione Europea, non restino solo delle operazioni di facciata. Che in Europa le lobby abbiano un peso molto importante è cosa nota ma l’Unione Europea ha il dovere di tutelare la salute e la longevità dei suoi cittadini. A noi continua a piacere l’aforisma attribuito a Ippocrate: “Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il tuo cibo” .

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