Agricoltura

Maltempo nell’Aretino, Confagricoltura: perso oltre il 50% del raccolto

Un frutteto allagato (foto Coldiretti Arezzo)
Un frutteto allagato (foto Coldiretti Arezzo)
Danni per milioni tra serre divelte e frutta, verdura e cereali distrutti. Coldiretti: eventi estremi ormai ricorrenti, urgente abbattere i costi altissimi delle assicurazioni.

 

AREZZO – Un disastro di proporzioni epocali. L’ondata di maltempo dei giorni scorsi che ha interessato tutta la Toscana ha colpito con particolare violenza l’Aretino e la Valdichiana, lasciandosi dietro milioni di euro di danni. La grandine si è abbattuta sui frutteti devastando le pesche pronte alla raccolta, così come melanzane, peperoni e zucchine, ma sono stati rasi al suolo anche tabacco, girasole e mais, con serre danneggiate e problemi e difficoltà per le strutture agrituristiche.

“Quello che è successo nell’aretino è drammatico, le altre province toscane sono state colpite ma non hanno avuto particolari danni – fa il punto il presidente di Coldiretti Toscana Fabrizio Filippi – Questo tipo di eventi estremi sono diventati ormai ricorrenti e l’emergenza di questi giorni deve farci riflettere. Bisogna lavorare tutti insieme – e mi rivolgo anche alle istituzioni e alla politica – per abbattere i costi altissimi delle assicurazioni utilizzando risorse pubbliche”.

La grandine – riferisce la Coldiretti Toscana – è l’evento più temuto dagli agricoltori in questa stagione perché i chicchi si abbattono su verdure, frutta e cereali prossimi alla raccolta provocando danni irreparabili alle coltivazioni e mandando in fumo un intero anno di lavoro.

Di perdite superiori al 50% parla Confagricoltura Arezzo; ma parecchi frutteti, così come i raccolti di girasole e mais, sono andati completamente distrutti. “Non c’è altro da fare che avere il riconoscimento di stato di calamità naturale – commenta il presidente Angiolino Mancini – in maniera tale che almeno i danni più gravi possano essere riparati. Stiamo già provvedendo a raccogliere la documentazione per la richiesta. Se sulla testa dei nostri agricoltori verrà messo anche il costo dei danni provocati dal maltempo, è ovvio che molti saranno costretti a chiudere”.

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