Ogni anno tra i 20 e i 30 milioni di persone sono costrette a emigrare dai loro luoghi d’origine, si stima che saranno oltre 200 nel 2050.
di Sandro Angiolini
20 luglio 2025
Era da tempo che intendevo occuparmi del tema che tratto oggi e lo spunto me lo fornisce un articolo, apparso questa settimana sul sito web del quotidiano spagnolo El Pais, dedicato al crescente conflitto tra elefanti e popolazione in alcune aree dello Zimbabwe. Con la conseguente decisione del governo di uccidere un certo numero di questi grandi animali (scommetto che vi ricorda qualcosa…).
I motivi? L’aumento della popolazione che tende a estendersi in zone dove prima viveva la fauna selvatica e il cambiamento climatico, che costringe animali e umani a competere sempre di più per l’accesso a risorse vitali (acqua e cibo). Questo secondo aspetto merita un approfondimento, in parte perché sottovalutato, in parte perché su di esso circolano bufale non da poco.
Tendiamo infatti a preoccuparci di quello che l’innalzamento delle temperature massime e i fenomeni di precipitazioni estreme provocano alla nostra vita ma di solito dimentichiamo che anche per gli animali adattarsi a queste novità è difficilissimo e stressante, tale da metterne spesso in gioco la sopravvivenza.
C’è poi una credenza, non so quanto diffusa, secondo cui con il cambio climatico in fondo le cose per noi rimarranno pressoché uguali: perderemo la possibilità di coltivare alcuni territori ma altri diventeranno nel frattempo sfruttabili.
Peccato che la stragrande maggioranza degli studi su questo argomento indichino che il bilancio tra “perdite e guadagni” sarà negativo. Inoltre: se un terreno si desertifica l’hai perso per sempre, se una tundra si libera dal ghiaccio che la ricopriva occorrerà del tempo per renderla produttiva, con la spiacevole complicazione che in questo processo libererà molta CO2 che era rimasta intrappolata nel terreno fino ad allora congelato e quindi alimenterà il cambiamento climatico.
Ma la riflessione più profonda e spesso poco attenzionata dai media più diffusi in Italia è che al mondo ci sono ogni anno tra i 20 e i 30 milioni di persone che sono costrette a emigrare dai loro luoghi di origine a causa degli effetti devastanti del cambiamento climatico sulle loro esistenze. Non ci sono leggi o manovre speciali che possano invertire nel breve-medio periodo questo fenomeno, di cui occorre prendere maggiore consapevolezza a tutti i livelli.
La vera e unica consapevolezza e potenziale soluzione è impegnarsi di più per sostituire le fonti di energia fossili e decarbonizzare le nostre società. In altri termini: uno dei migliori strumenti per limitare le migrazioni è proprio quella lotta al cambiamento climatico che le stesse forze molto attive sul primo fronte preferiscono ignorare.
Cercando nel contempo di scegliere e di attuare meglio i progetti di sviluppo che vengono attuati nei Paesi a maggiore rischio da questo punto di vista, proprio per evitare che un buon risultato dal punto di vista economico e/o sociale porti con sé impatti negativi sottovalutati sul fronte ambientale che nel giro di pochi anni possono far tornare indietro lo stato delle cose.
OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.
È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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