Agricoltura

Mondeggi Bene Comune lancia la sua rivoluzione agricola sociocratica

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Gli organizzatori: “La governance della Mondeggi futura sarà di tipo sociocratico, basata cioè sulle assemblee di casale e su momenti di incontro collettivo”. 

 

Redazione
13 novembre 2025

BAGNO A RIPOLI (Fi) – Venerdì 7 novembre presso la Casa del Popolo di Grassina l’associazione Mondeggi Bene Comune ha presentato alla cittadinanza il progetto Mondeggi 2027, un percorso con dieci altre realtà associative del territorio.

L’avviso di co-progettazione della Città Metropolitana di Firenze è ancora aperto alle candidature “ma questo progetto non è nostro ma della nostra comunità allargata di riferimento – spiegano gli organizzatori -. La sua forza sta nella partecipazione più estesa, nei beni comuni che implicano agroecologia, pratiche nel sociale, attività politica ed economica. L’aver rigenerato e gestito per undici anni una fattoria abbandonata dalle istituzioni ci dà forza, coesione, autorevolezza“.

La rete è composta da undici associazioni che si riconoscono in una carta dei principi: Mondeggi Bene Comune (capofila), Arci Firenze, Cooperativa Sociale Coop 21, Rete Semi Rurali, Associazione di Solidarietà e Cultura Popular, Cooperativa CAT, Cooperativa Fontenuova, Tutto è Vita, Officine Croma, Solidarius, PassePasse.

Se la Città Metropolitana è riuscita a concepire solo un bando sui casali, con il rischio che ne derivi uno spezzatino o una “fusione a freddo”, il progetto Mondeggi 2027 punta invece a mettere in relazione la rete associativa, le strutture fisiche (i casali) e i terreni, attraverso il lavoro vivo di chi si impegna nella cura del luogo: “Un agire che punta alla sinergia e al potenziamento reciproco con ogni casale che non sarà un fortino a sé stante ma un organo che comunica con gli altri per sviluppare al massimo le potenzialità della fattoria”.

Il filo conduttore è l’attività agricola, anzi l’agroecologia, che permea anche le attività nel sociale come servizio alla collettività. Si tratta di “una rivoluzione dei beni comuni”: spazi per disabili, per persone vulnerabili in età 18-22, un centro residenziale specifico per il fine vita e uno per l’accoglienza dei migranti, un appartamento per l’autonomia della salute mentale.

Tutti questi progetti interagiranno su base quotidiana con le attività tipicamente “mondeggine” come il lavoro nei campi, i laboratori di trasformazione dei prodotti, uno spaccio contadino, una mensa popolare, una foresteria, uno spazio dedicato alle attività fisiche e anche eventi culturali e artistici: “La governance della Mondeggi futura sarà di tipo sociocratico, basata cioè sulle assemblee di casale e su momenti di incontro collettivo. Il metodo sarà quello del consenso e dell’assenso attraverso tecniche di facilitazione”. 

Durante la serata c’è stato anche un collegamento telefonico la Comunità Agricola di Solidarietà Attiva (C.A.S.A.) che si trova in Cisgiordania ai fini di una collaborazione con gli agricoltori palestinesi per la raccolta delle olive, resa spesso impossibile dagli attacchi israeliani.

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