Venerdì 7 novembre a Grassina si presenta il progetto Mondeggi 2027. La storia della “fattoria senza padroni” si apre alla comunità locale.
Redazione
6 novembre 2025
BAGNO A RIPOLI (Fi) – Quella della tenuta medicea di Mondeggi, 170 ettari sulle colline di Bagno a Ripoli, è stata una vicenda lunga e tormentata. Nel 1964 ne entra in possesso la Provincia di Firenze, che la lascia incolta e abbandonata per quasi quarant’anni. Poi nel 2002 l’ente decide di costituire una Srl agricola per recuperare e mettere a frutto i terreni secondo modelli di coltivazione industriali ma il progetto fallisce insieme alla stessa società che nel 2009 lascia non soltanto la tenuta, ma anche 600 mila euro di deficit.
Il progetto di comunità nasce come iniziativa dal basso nel 2012, quando il Comitato Terra Bene Comune Firenze si mobilita contro la possibile svendita del patrimonio pubblico, inclusa la fattoria di Mondeggi. Di proprietà della Provincia e poi della Città Metropolitana di Firenze, dopo il fallimento nel 2014 della società Mondeggi Lappeggi che la gestiva è iniziata l’occupazione di alcune case coloniche da parte della comunità Mondeggi Bene Comune.
Il comitato ha occupato i terreni e gli edifici abbandonati della tenuta con l’intento di recuperarli e gestirli come un bene comune, coniando lo slogan “fattoria senza padroni”. Sono seguiti anni di scontri e tentativi di vendita andati a vuoto fino alla svolta del 2021 con l’annuncio dell’arrivo dei fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Niente più vendita, la tenuta sarebbe rimasta pubblica e destinata alla fruizione collettiva.
Gli obiettivi principali della gestione collettiva includono: la salvaguardia del patrimonio pubblico per impedire la privatizzazione e l’abbandono della tenuta; la gestione partecipata della comunità locale dei terreni e delle strutture attraverso un modello di economia partecipata e di sussidiarietà; la promozione di pratiche agricole che rigenerino il suolo e gli ecosistemi, in contrapposizione all’agricoltura intensiva; la creazione di una comunità basata sulle relazioni sociali e sulla solidarietà; delle attività sociali e culturali: una scuola contadina, laboratori, eventi culturali, artistici e sociali.
La fattoria in questi anni è stata un esempio unico nel suo genere di ripristino dei terreni, con 300 piante da frutto, 10 ettari di vigneto e circa 6.000 ulivi sottratti ai rovi e gestiti attraverso la formula del MO.T.A., l’affidamento a singole persone o collettivi con l’obiettivo di auto-prodursi il proprio olio secondo un approccio agroecologico.
Tra i progetti messi in campo dalla comunità ci sono: la raccolta dell’acqua piovana, la costruzione di un impianto di fitodepurazione delle acque grigie, la realizzazione di orti naturali e sinergici per l’autoconsumo, la creazione di una casa delle sementi, l’attivazione di un piccolo vivaio, l’installazione di arnie per l’apicoltura, le recinzioni e l’introduzione di animali da cortile.
Recentemente la Città Metropolitana di Firenze ha avviato un importante progetto di rigenerazione della tenuta, finanziato con fondi PNRR per un valore di circa 57 milioni di euro. Questo progetto mira a restaurare la villa medicea e le case coloniche, destinandole a funzioni abitative, rurali, agricole e di trasformazione, e prevede un accordo con la comunità locale per la gestione di una parte degli spazi e delle attività agricole, riconoscendo di fatto l’esperienza pregressa di gestione collettiva.
Venerdì 7 novembre alle 19 presso la Casa del Popolo di Grassina si presenta il progetto Mondeggi 2027 in collaborazione con associazioni e cooperative del territorio: “Una sperimentazione di forme di autogoverno e di democrazia dal basso – dicono i referenti – fatta di buone pratiche dell’agroecologia che implicano rispetto della terra, del lavoro, degli animali e delle differenze tra individui”.


















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