Fedagripesca Toscana: “Ghiaccio e neve che arrivano nei tempi giusti sono alleati naturali delle produzioni. A fare danni sono le gelate tardive”.
Redazione
8 gennaio 2026
FIRENZE – La mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) è il parassita più pericoloso per l’olivicoltura. Le larve scavano gallerie nelle olive (drupe) causando la caduta dei frutti e degradando pesantemente la qualità dell’olio che risulta più acido e con difetti organolettici. Il loro ciclo inizia quando le temperature superano i 10-12°C, tipicamente da giugno, ma l’insetto teme il caldo intenso. Le temperature sopra i 32-35°C ne possono arrestare lo sviluppo mentre i picchi di 38-40°C possono causarne la morte.
Per la difesa da questi parassiti esistono metodi biologici o di carattere chimico, questi ultimi possono però influenzare la salubrità dell’olio. Sull’argomento Fedagripesca Toscana, la federazione che riunisce le cooperative agricole e della pesca di Confcooperative Toscana, ricorda che “le temperature rigide e il gelo diffuso, quando arrivano nel momento giusto dell’anno, senza eccessi e senza gelate tardive, rappresentano un elemento positivo per l’agricoltura e possono diventare una vera e propria risorsa per le nostre produzioni”.
Per la federazione un inverno che fa il suo corso naturale con temperature basse, eventuali nevicate e ghiaccio persistente, non danneggia la vegetazione che non è ancora in fase di ripresa, ma contribuisce a mantenere un equilibrio importante per le colture: “Una delle conseguenze positive più rilevanti del freddo riguarda il contenimento naturale dei parassiti, in particolare della mosca dell’olio, che negli ultimi anni ha inciso in modo significativo sia sulla quantità sia sulla qualità delle produzioni”.
Le basse temperature invernali dunque aiutano a ridurre la diffusione della mosca dell’olio e di altri organismi dannosi svolgendo un’azione di controllo naturale che rappresenta un supporto importante per il lavoro delle aziende agricole: “Il gelo non fa paura all’agricoltura ma diventa un alleato prezioso per la tutela delle produzioni e per la difesa naturale dei nostri campi”.


















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