Si lavora esclusivamente con pietra locale rispettando geometrie, proporzioni e metodi costruttivi originari. In autunno il cantiere si sposterà a Pianosa.
di Iacopo Ricci
16 agosto 2025
ISOLA D’ELBA (Li) – Un esempio di perfetta armonia tra l’uomo e la natura, al punto che l’Unesco nel 2018 li ha riconosciuti come Patrimonio Immateriale dell’Umanità: sono i muretti a secco, una delle più antiche e affascinanti tecniche costruttive inventate dall’uomo per modellare il territorio e renderlo adatto alla coltivazione.
Diffusi in quasi tutte le regioni italiane, servivano anche a combattere l’erosione e a prevenire frane e alluvioni. Per costruirli non si usava malta o cemento, solo pietre locali incastrate sapientemente tra loro. Ma incuria e mancanza di manutenzione rischiano di farli scomparire per sempre.
Nelle isole dell’Arcipelago Toscano i muretti a secco a sostegno dei terrazzamenti sono il simbolo di un’agricoltura eroica che ha sfidato erte e terreni scoscesi. Ma hanno urgente bisogno di restauri. La buona notizia è che da alcuni mesi, grazie a un sostanzioso finanziamento di 1,3 milioni di euro del ministero dell’Ambiente, sono potuti iniziare i lavori di ripristino condotti dal Parco Nazionale.
Concluso il primo lotto di lavori all’isola di Capraia il cantiere si è spostato a Marciana, all’Isola d’Elba. Sono interessati i sentieri storici attorno a Marciana Marina e nella valle di Pomonte. Nel suggestivo sentiero 101 che da Marciana conduce all’eremo di San Cerbone si possono già vedere importati tratti ricostruiti.
La parola d’ordine è fedeltà. Si lavora esclusivamente con pietra locale rispettando geometrie, proporzioni e metodi costruttivi originari. È una precondizione fondamentale in quanto le tecniche costruttive tradizionali, tramandate per generazioni e oggi riprese fedelmente dagli operatori, permettono di ricostruire senza malte strutture capaci di resistere per decenni integrandosi armoniosamente con l’ambiente.
Oltre a essere presidio contro il dissesto e parte integrante dell’identità culturale di un territorio i muretti a secco hanno anche un ruolo importante nella difesa della biodiversità. “La loro presenza favorisce la biodiversità locale, offrendo rifugio a insetti, piccoli rettili e specie vegetali che trovano tra le fessure del muro un microclima ideale» spiega il direttore del Parco Nazionale Arcipelago Toscano Maurizio Burlando.
Al termine degli interventi a Marciana alta partirà il cantiere nella valle di Pomonte mentre con l’autunno avranno inizio i lavori per le murature a secco nell’Isola di Pianosa, che si concentreranno sul recupero di alcuni tratti di muri in pessimo stato di conservazione nel settore che si affaccia su Cala Giovanna. Nei prossimi anni altri interventi coinvolgeranno l’Isola del Giglio.



















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