Ecosistema

Nascita a sorpresa di tartarughe marine all’Isola d’Elba, nessuno aveva visto il nido

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Foto Legambiente Arcipelago toscano

L’unico tentativo di deposizione di quest’anno sembrava fallito. Adesso Legambiente cerca volontari per i turni di sorveglianza.

 

di Iacopo Ricci

ISOLA D’ELBA (Li) – Ormai non ci si sperava più, sembrava che quest’anno le mamme tartarughe non volessero proprio saperne di deporre all’Isola d’Elba. E invece, ad autunno iniziato, ecco il miracolo. La mattina di ieri 1° ottobre sulla spiaggia di Morcone, nel Comune di Capoliveri, un bagnino ha visto una piccola tartaruga, appena nata e in difficoltà perché rimasta impigliata, che è stata aiutata a raggiungere il mare. A darne notizia è Legambiente Arcipelago Toscano.
La tartarughina era la retroguardia di una nuova e inattesa nascita di tartarughe marine su una spiaggia elbana, visto che lì intorno erano perfettamente visibili le piccole impronte lasciate dalle pinne di decine di tartarughine marine che nella notte fra il 30 settembre e il 1° ottobre avevano raggiunto il mare.

Sul posto sono subito arrivati i volontari di Legambiente insieme alla Capitaneria di Porto per mettere in sicurezza il sito. Nel frattempo per ordine del Comune è stato spento il faro che con la sua luce disturbava le tartarughine costringendole a fare un lunghissimo e faticoso percorso per raggiungere il mare, che in realtà era a pochi metri dal loro nido.

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Le tracce sulla sabbia (foto Legambiente)

Le sorprese non finiscono qui. Stanotte è uscita un’altra tartaruga solitaria che ha raggiunto rapidamente il mare e le sue sorelle che la notte prima erano sciamate a decine. Questo ha permesso di individuare con esattezza il nido che è a pochissima distanza dal punto dove una grande tartaruga marina aveva iniziato a scavare il 2 agosto in quella che sembrava una deposizione fallita ma che invece potrebbe a questo punto anche essere andata a buon fine.

L’aver localizzato il nido è molto importante perché, a nascite concluse, i ricercatori di ARPAT, Istituto Zooprofilattico e Università di Siena potranno scavarlo per contare i gusci delle uova, determinare il numero esatto delle tartarughine nate e raccogliere altre preziose informazioni.

«E’ una fantastica notizia – dice Isa Tonso, che organizza i Tartawatcher di Legambiente Arcipelago Toscano – ancora più bella perché inaspettata. E’ evidente che, nonostante la crescita del disturbo antropico, le tartarughe marine non hanno smesso di frequentare il mare e le spiagge dell’Elba. Questi animali antichi e pazienti non smettono mai di sorprenderci».

Ora Legambiente sta organizzando turni di sorveglianza per permettere a eventuali altre tartarughine di raggiungere il mare in sicurezza e tranquillità.
Chi volesse dare una mano può chiamare Legambiente Arcipelago Toscano al numero 340 7113722.

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