Secondo la proposta di PAC dello scorso luglio non vi sarà alcuna quota minima per il biologico. Gli aiuti restano nelle mani degli Stati membri.
di Marcello Bartoli
19 dicembre 2025
Per le strade di Bruxelles imperversa la protesta contro la riduzione del 25% delle risorse europee all’agricoltura che si tradurrebbe in un taglio complessivo di circa 90 miliardi di euro mentre il Consiglio europeo ha appena annunciato che garantirà all’Ucraina un prestito di pari importo. Per l’Italia l’impatto sarebbe pari a 9 miliardi in meno.
L’altro motivo di conflitto riguarda l’aumento delle importazioni da Paesi extra-Ue, in particolare quelli dell’area Mercosur che potrebbero tradursi in un’invasione di prodotti agricoli realizzati con standard ambientali, sanitari e sociali più bassi rispetto a quelli europei. Nella polveriera urbana della capitale belga si rischia di perdere di vista anche le conseguenze sul biologico della nuova Politica Agricola Comune (PAC).
La Toscana, si sa, è leader del biologico in Italia, e il nostro Paese è a sua volta leader del biologico in Europa. Nel 2024 il settore ha confermato il trend positivo da vari punti di vista: superfici coltivate, operatori attivi, consumi interni. L’obiettivo europeo di raggiungere il 25% di superficie agricola utilizzata (SAU) entro il 2030 sarebbe a portata di mano.
Secondo i dati del rapporto Bio in cifre presentati qualche mese fa dall’Istituto di servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (MASAF) la SAU biologica in Italia ha un’ incidenza complessiva del 20,2% (+0,4% sul 2023). Gli ettari coltivati a biologico sono in totale 2.514.596 (+2,4% rispetto al 2023 e +68% nel decennio).
Gli operatori biologici del nostro Paese sono 97.170 (+2,9% sul 2023 e + 62% nell’ultimo decennio), di cui 87.042 (quindi più dell’89%) sono aziende agricole (+3,4% sul 2023). Non è secondario il fatto che aumentino gli operatori giovani, con una decisa propensione all’innovazione.
Cresce a due cifre anche la domanda interna di prodotti biologici con un valore di 3,96 miliardi di euro nei canali della grande distribuzione: il primo semestre del 2025 ha segnato +10,6% rispetto al 2024, con una crescita più marcata rispetto al settore agroalimentare (+5%).
Come conferma la 26° edizione di The World of Organic Agriculture pubblicata da FIBL (Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica) e IFOAM (Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica), il settore è in espansione. Nell’Ue si sono raggiunti i 17,7 milioni di ettari (ovvero il 10,9%) di coltivazione biologica.
Seguendo però la proposta di Politica Agricola Comune (PAC) presentata il 16 luglio scorso dalla Commissione non vi sarà alcuna quota minima dedicata alle misure agro-ambientali, contrariamente alla raccomandazione del Dialogo strategico sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura, secondo cui almeno un terzo del bilancio della PAC sarebbe dovuto essere dedicato agli strumenti agro-ambientali, compreso il biologico.
Sebbene la proposta della PAC riconosca il ruolo e i benefici dell’agricoltura biologica, dunque, rendendone lo sviluppo una priorità, il modo in cui questo sostegno sarà tradotto in pratica e il livello di ambizione restano completamente nelle mani degli Stati membri. Senza un budget specifico destinato allo sviluppo del biologico e alla realizzazione delle ambizioni ambientali, il rischio di regressione è molto elevato.


















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