Ecosistema

Nel cuore del Casentino tritoni, salamandre e rane messi in salvo prima dei lavori idraulici

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Foto Consorzio di Bonifica Alto Valdarno

Prima dell’apertura del cantiere il Consorzio di Bonifica Alto Valdarno ha raccolto e trasferito numerose specie di anfibi che adesso sono al sicuro.

 

Redazione
30 luglio 2025

POPPI (Ar) – Dopo i pesci anche salamandre pezzate, una cinquantina di tritoni e numerose rane temporarie hanno provvisoriamente cambiato casa. Il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno infatti, prima di dare il via al maxi cantiere per il ripristino delle briglie montane sul Fosso della Bernardina e sul Fosso di Camaldoli, ha trasferito con cura gli anfibi che popolano le acque dei due tratti.

Siamo a Poppi, nei pressi della strada provinciale 69 dell’Eremo di Camaldoli, nel cuore del Casentino, all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e della Riserva Naturale Biogenetica, dove è stato programmato un intervento importante per la messa in sicurezza del territorio e, proprio perché inserito in un contesto di pregio ambientale, estremamente delicato.

Qui, più che in altri luoghi, è d’obbligo coniugare la manutenzione idraulica al rispetto degli ecosistemi locali, ricchi e vari. “La tutela della biodiversità, che da sempre accompagna l’attività del nostro ente, in questo caso è stata posta come priorità assoluta fin dalle primissime fasi del progetto” spiega la presidente Serena Stefani.
E così prima dell’apertura del cantiere è stato condotto un attento monitoraggio dell’alveo e delle zone limitrofe che ha permesso il salvataggio e il trasferimento in sicurezza di numerose specie di anfibi, particolarmente sensibili alle alterazioni dell’habitat fluviale.

Tutti gli esemplari sono stati ricollocati in ambienti idonei così da garantire la prosecuzione dei lavori in condizioni di piena compatibilità ecologica – spiega l’ingegner Enrico Righeschi dell’Ufficio Difesa del Suolo e referente della Unità Idrografica Omogenea Casentino – Il cantiere, seguito dai tecnici del Consorzio che curano direttamente progettazione, direzione dei lavori, autorizzazioni e valutazione di incidenza ambientale, con un approccio integrato tra ingegneria naturalistica e salvaguardia della fauna, ha così potuto entrare in funzione”.

Per consentire lo svolgimento in sicurezza delle operazioni è stata disposta la chiusura temporanea del sentiero CAI n. 74 che collega Camaldoli a Monte Faggiolo, un tracciato frequentato da escursionisti, naturalisti e pellegrini. L’ordinanza, emessa dai Carabinieri Forestali del Reparto Biodiversità di Pratovecchio, resterà in vigore fino al 31 agosto o comunque non appena saranno ripristinate condizioni di piena sicurezza per il transito. Escursionisti e visitatori, avvisati dagli appositi segnali, per ora stanno utilizzando percorsi alternativi consigliati dal CAI.

Fonte: Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno

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